Compie dieci anni l’attività di donazione di organi e tessuti a cuore fermo dell’ospedale “Bufalini”, un traguardo fondamentale per la sanità romagnola che celebra una tra le esperienze più avanzate e strutturate nel panorama nazionale. Dal 2016 a oggi sono ben 170 i casi gestiti dall’Ecmo-Team della struttura cesenate: un percorso complesso e ad altissima specializzazione, nato per garantire una seconda opportunità di vita a tanti pazienti in attesa di trapianto dopo il riscontro della morte con criteri cardiologici.
Il successo di questo modello assistenziale, sviluppato con il supporto del Centro riferimento trapianti della Regione Emilia-Romagna, risiede nella profonda integrazione tra professionalità diverse e nella nascita di un’équipe dedicata, guidata da Alessandro Circelli dell’unità di Anestesia e Rianimazione. Nel corso del decennio, dei 170 interventi complessivi, 60 sono stati realizzati direttamente all’interno del Bufalini e ben 110 a supporto di altre strutture, sia in ambito regionale che extraregionale. Una leadership sul campo che ha spinto la Regione a individuare l’ospedale di Cesena come centro promotore e punto di riferimento per la formazione e la diffusione del protocollo.
I risultati raggiunti hanno infatti varcato i confini locali: l’organizzazione e le competenze tecniche maturate dall’Ausl Romagna sono state condivise ed esportate con successo in importanti snodi sanitari italiani, come l’ospedale Torrette di Ancona e il Cardarelli di Napoli.
«Questo traguardo si è potuto raggiungere prima di tutto grazie alla straordinaria generosità dei donatori e delle loro famiglie – sottolinea il dottor Circelli –. I 170 casi sono il frutto di un grande lavoro multidisciplinare che coinvolge rianimatori, coordinatori e servizi diagnostici. Aver condiviso questa esperienza con altre realtà italiane ha permesso la nascita di percorsi autonomi in tante sedi: un patrimonio di competenze che vogliamo continuare a mettere a disposizione della rete sanitaria».