Cesena, degrado in Sobborgo Comandini: vicinato esasperato e impaurito

Cesena

Una quotidianità di criminalità e degrado. Questo è il quadro che emerge dalle testimonianze del vicinato del Sobborgo Comandini, tra droga, rifiuti e bottiglie spaccate. Un degrado che ha il suo epicentro nel vecchio parcheggio privato ad uso pubblico, ormai vuoto e sommerso dai rifiuti.

Allarme rosso del vicinato

«Siamo qui da 45 anni, ed è da una decina di anni che abbiamo questo problema - racconta Daniele, dalla villetta di fronte all’ingresso del posteggio -. La casa abbandonata? Un tempo era la sede degli uffici provinciali dell’agricoltura, ora è occupata dai tossicodipendenti. La responsabilità è sia della proprietà sia dell’Amministrazione, secondo me c’è stato un lassismo grave da parte di entrambi, non si curano di nulla. Bivacchi, vetri spaccati, gente che urina in strada e spesso fa anche il resto. Così non si può vivere».

I protagonisti sono una combinazione di almeno tre categorie umane ai margini della società: senzatetto, alcolisti e tossicodipendenti. Uno di questi ha anche aggredito la moglie di Daniele, che rincara la dose: «Si lanciano le bottiglie, i vetri mi sono arrivati fino alla cucina. L’altro giorno si prendevano a bastonate. Sono anche stata aggredita. E non per soldi. Mi hanno tirato un pugno al volto, nel pieno del pomeriggio. Abbiamo denunciato, raccolto le firme, provato di tutto. Che le forze dell’ordine li prendano o meno, quelli ritornano sempre».

A concorrere al problema un mix di elementi: un’ampia proprietà abbandonata, un vicino distributore di alcolici e un servizio continuativo di spaccio di droga, tutto alla luce del sole. «Qui puoi trovare qualsiasi sostanza a qualsiasi ora, che sia monopolio dello Stato (alcol e sigarette, ndr) o della criminalità (hashish e crack, ndr)», riferisce Giancarlo, padre in costante apprensione per le due figlie minorenni. «Se tornano a casa dopo le 22, devo aver paura, è un disagio non da poco. Il barbiere della via se ne è andato. Ogni sera gli urinavano sulla vetrina».

Parole in controtendenza

La voce fuori dal coro arriva da due coinquiline, che condividono la recinzione con la proprietà abbandonata e gli ospiti che la frequentano: «Ci interagiamo pacificamente, alcuni li conosciamo personalmente visto che una di noi lavora in una struttura di assistenza. Cacciarli significherebbe solo farli spostare altrove. Alla fine, a noi non creano problemi: se li si approccia con tranquillità sono pacifici. Un conto è entrare per aiutarli, altra cosa è entrare per cacciarli. Le risse ci sono ma da quanto abbiamo visto solo tra di loro. La soluzione è contenere il disagio con aiuti e servizi o fornire delle sistemazioni più adeguate, sempre che non le rifiutino».

Aria di intervento del Comune

All’inizio della prossima settimana l’Amministrazione comunale potrebbe intervenire in modo incisivo con qualche azione. L’impressione è che la pazienza sia finita e si stiano valutando misure drastiche per cercare di riportare un minimo di decoro in quell’area. Fino a un possibile intervento di “bonifica” diretto da parte del Comune, sostituendosi ai proprietari, qualora non si attivino per far fronte all’incuria, e presentando poi il conto dell’intervento agli stessi.

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