Cesena, Cucine popolari riaperte anche con colazioni domenicali e con nuovi progetti per lavoro e salute





Immersi nella solita atmosfera accogliente e animati dalla voglia di abbattere i muri socio-economici che rendono difficile per un numero crescente di persone anche solo procurarsi un pasto, le Cucine popolari hanno riaperto i battenti ieri mattina, dopo la pausa agostana. Lo hanno fatto con una novità che sarà permanente la domenica mattina: un’abbondante colazione, dalle 9 alle 11.30, che per gli indigenti può fungere anche da pranzo anticipato. In questo modo salgono a sei su sette i giorni della settimana in cui il punto ristoro accanto alla casa di riposo “Don Baronio” propone la formula sintetizzata nel motto “Mangia quel che vuoi, dona quel che puoi”: a cena il lunedì, il mercoledì e in venerdì; a pranzo il martedì e il giovedì; a colazione la domenica.
Ieri, tra le oltre 150 persone passate per la riapertura, non sono mancarti rappresentanti del mondo istituzionale : tra i primi ad arrivare i candidati del territorio alle elezioni regionali, Massimo Bulbi e Francesca Lucchi, gli assessori Luca Ferrini e Carmelina Labruzzo e il presidente del Consiglio comunale Filippo Rossini. Oltre ovviamente al sindaco Enzo Lattuca. «A noi piace il rapporto con la politica - commenta Maria Elena Baredi, che è assessora ma in questo caso parla come anima delle Cucine popolari, oggi guidate da Oriana Casadei - I politici di qualunque partito devono interessarsi della città e delle vite delle persone, partendo dagli ultimi».
La chiave della riuscita di queste esperienza partita due anni e mezzo fa resta l’entusiasmo dei volontari: circa 110 (su un totale di circa 280 iscritti all’associazione) sono costantemente attivi, dandosi il cambio in cucina e nel servizio ai tavoli.
Cure popolari
Grazie a questo grande slancio, sono sulla rampa di lancio nuovi servizi, come spiega l’ex presidente di Cucine popolari, Enzo Cappelletti. Uno è quello che si è deciso di chiamare Cure popolari. Un assaggio c’è già ogni lunedì mattina, quando una ventina di persone affette da Alzheimer coi loro accompagnatori ed educatori socializzano in quel luogo, cucinandosi anche il pranzo e poi mangiando assieme.
La grande sfida, a cui si sta lavorando, è però quella di mettere in piedi un sistema di prestazioni dentistiche gratuite, una delle necessità più sentite da chi è povero. Sono già stati allacciati contatti con una struttura sanitaria, ma prima va messa a punto una procedura, di conserto coi Servizi sociali, per selezionare i fruitori sulla base dei reali bisogni e delle loro condizioni economiche.
Officine popolari
Più a portata di mano è l’apertura delle Officine popolari. Si tratta di un servizio di riparazione di vecchie biciclette per rimettere in circolo. Un terzetto di volontari sono pronti a coordinare questa attività, che partirà a fine settembre in un locale vicino a Porta Santi e sta trovando un’utile sponda in alcune realtà come Cicli Neri. L’idea è quella non solo di mettere bici recuperate a disposizione di chi ne ha bisogno, ma anche di sviluppare una professionalità che un domani potrebbero tradursi nell’apertura di veri e propri Centri di riparazione di cui tanti pedalatori sentono la necessità, perché ne esistono pochissimi. Potrebbe diventare un prezioso sbocco lavorativo per fare recuperare autonomia a qualcuno dei bisognosi privi di lavoro. Un primo passo potrebbe essere quello di istituire borse lavoro legate a questo progetto.
Altre idee
Gli esseri umani non sono fatti solo di necessità materiali, e allora tra gli sviluppi a cui si pensa c’è quello delle Creatività popolari. L’obiettivo è trovare canali espressivi e artistici attraverso cui fare esprimere chi si sente “invisibile”. Possono essere tanti, ma uno dei primi che si vogliono mettere in campo è quello audiovisivo, anche per permettere di raccontarsi.