Sono 5.187 gli utenti presi in carico dall’équipe di 60 operatori dei Servizi Sociali della Unione Valle Savio nel 2025. Per una spesa pro capite di 270,89 euro, in aumento rispetto ai 229 del 2024. A questi si aggiungono 2.881 persone non prese in carico, ma che nell’arco dell’anno hanno avuto un contatto diretto con lo Sportello Sociale, lo Sportello Caritas, il “Barco” o con altri enti del Terzo settore inerenti: oltre 7 mila a Cesena. Un’attività che nel 2025 ha restituito un bilancio dei Servizi della Unione di 13.457.392,88 euro. Con il Comune di Cesena che, anche per ragioni di dimensioni e densità della popolazione, ha versato la maggiore quota di contributi: 4.500.513 euro. Sarebbero «in dirittura di arrivo i progetti finanziati col Pnrr», ha affermato la dirigente dei Servizi Isabella Scoccati. Per un ammontare di 3,6 milioni di euro. Sono questi alcuni dati illustrati dai dirigenti dei Servizi Sociali dell’Unione dei Comuni della Valle del Savio nella 4ª commissione consiliare tenuta due sere fa.
Nonostante i dati Istat indichino che dai 116.559 abitanti del 2019 è passata a 114.895 nel 2025, di cui l’83% risiede a Cesena, l’Unione dei Comuni della Valle del Savio ha registrato un aumento delle prese in carico dal proprio apparato di Servizi Sociali. Nel 2025 sono stati calcolati 6mila accessi allo Sportello Sociale, 2.500 persone fra gli “Utenti univoci”. Cesena ha raggiunto la soglia dei 4.890, anziani in 964 casi, 430 famiglie con figli minori. Tra le persone non a carico, ma che hanno avuto un contatto con i Servizi si considerano, tra gli altri: 1.065 utenti assegnatari di alloggi Erp e 1.025 in attesa, 832 persone che hanno chiesto l’appoggio del Centro delle Famiglie, 348 soggetti che hanno fatto istanza per accedere al bando contributi per l’affitto.
Per i 2.513 anziani - in crescita rispetto al 2024 -, l’Unione, nel 2025, ha predisposto 4 “punti anziani” a gestione diretta e 6 in collaborazione con il Terzo settore, 8 sportelli di comunità. Rientranti nel “Progetto affetti speciali” che mira «a creare una rete di contrasto all’isolamento degli anziani» hanno detto i dirigenti. Esiste, poi, il “Senior cohousing San Miniato”, una casa residenziale che ospita in convivenza 3 uomini e 3 donne autosufficienti, ma monitorati. Modello che verrà replicato anche negli appartamenti dell’Ex Roverella «che verranno consegnati a stretto giro», ha annunciato Scoccati.
Per il contrasto alla marginalità sociale, i Servizi Sociali hanno effettuato l’anno passato 227 azioni in strada. L’housing led femminile ha coinvolto 4 donne nel 2025, l’omologo maschile 9 uomini. Il progetto “Invisibili” per persone salvate dal racket della prostituzione ha raggiunto quota 203 casi nella Valle Savio. L’Unità di Strada ha mantenuto le cinque uscite settimanali nelle aree dei Comuni a più alto tasso di rischio, completando 264 interventi. Il Pronto intervento sociale (Pris), operativo sia per adulti che minori, è stato attivato 73 volte per 63 persone diverse, 51 uomini e 15 donne. Di cui 22 residenti nel territorio, 25 non residenti. Di queste istanze, 48 si sono trasformate in accoglienza. Le famiglie indigenti che beneficiano di aiuti economici in Valle Savio sarebbero 299; 474 i percettori di assegno di inclusione.
Non si arresta nemmeno l’operatività dei ricoveri e dormitori della Unione. Nel 2025, 104 persone hanno dormito nei 60 posti letto disponibili. Il numero degli alloggi popolari gestiti dalla Unione è di 1.158. Le famiglie in attesa di un’abitazione Erp sono 1.087; sono state presentate 658 domande di contributo di affitto, di cui 348 ammesse in graduatoria. Con un fabbisogno complessivo di 453.988 euro, a fronte di 401.641 euro di fondi regionali. E un importo medio del contributo chiesto di 1.038 euro.