È il momento più atteso dell’anno scolastico, oggi il mito della gita starebbe crollando. Per la frequente reticenza degli insegnanti ad accompagnare i ragazzi; perché gli studenti non sarebbero più attratti dalla idea di trascorrere giornate intere con compagni di classe e docenti e perché diverse famiglie non riuscirebbero a far fronte alla lievitazione dei costi. Soprattutto dei trasporti. Succede anche sul territorio cesenate, dove tanti genitori sarebbero sempre più restii nell’autorizzare la partecipazione dei figli perché non più disposti a pagare prezzi “spropositati” per i viaggi di istruzione.
Tra i costi più esosi, i genitori segnalano le tariffe delle aziende di trasporto. Che, nonostante vengano scelte dai singoli Consigli di Istituto, sarebbero troppo alte anche per tragitti brevi. Le testimonianze indicano importi compresi tra i 25 e i 30 euro per uno spostamento di mezza giornata da Cesena a Cesenatico. «Cifra folle – sostiene qualcuno –. Alla quale si devono aggiungere le spese accessorie dell’uscita».
Il Decreto Scuola ha modificato il criterio base per la selezione delle ditte di trasporto cui affidare i viaggi delle gite scolastiche. Le scuole non possono più scegliere l’operatore solo in base al prezzo più basso, ma devono considerare anche l’aspetto qualitativo della proposta. Che comprende: sicurezza, accessibilità e competenza dell’autista. Dunque, le ditte di noleggio pullman devono dotarsi di: sistemi e dispositivi di sicurezza oltre i minimi di legge (frenata assistita; manutenzione certificata; dispositivi Adas; cinture di sicurezza, ndr); mezzi di facile accessibilità per studenti disabili; formazione specifica per i conducenti. Con un netto impatto sull’equilibrio finanziario delle aziende: «Dopo la pubblicazione della circolare ministeriale, ma accadeva già prima, le esigenze delle scuole sono diventate ingestibili – spiega un imprenditore del settore trasporti –. Non si può chiedere a un’azienda di trattare uno spostamento dal centro di Cesena a San Vittore come fosse un viaggio da Cesena a Parigi. I pullman non sono tutti uguali: un mezzo adatto a tragitti lunghi, ma che risponda agli standard pretesi dalle scuole, se impiegato in distanze brevi ci costa molto di più».
Anche quello dei trasporti è un mercato concorrenziale: le aziende devono rendersi competitive. «Il nostro è un mercato libero, pertanto, ogni ditta fa le sue valutazioni – chiarisce l’addetto –. Le tariffe variano a seconda del tipo di richiesta che viene fatta dal committente; dalle dimensioni del pullman; dalle date del servizio; dagli orari e dal numero di persone che devono essere trasportate».
In sostanza - è l’osservazione di chi è del mestiere -, le scuole pretenderebbero troppo. «I dirigenti scolastici non sanno come funziona il nostro settore – dichiara –. Fanno richieste fuori target senza considerare che per noi conta anche dove si viaggia. Non tutte le strade, località o condizioni sono uguali». Ma è anche una questione di responsabilità, che porta con sé ingenti esborsi assicurativi per la tutela delle imprese. «Da dopo il Covid si fatica a trovare personale; per le gite scolastiche ancor di più perché è una situazione che non offre buone condizioni di lavoro. Se i ragazzi si alzano, fanno baldoria mentre il mezzo è in movimento e qualcuno, per qualsiasi motivo, si fa male di chi è la responsabilità?» chiede non senza retorica l’impresario.