Il Movimento “Facciamo rumore” annuncia un corteo di protesta a Cesena, con ritrovo ai Giardini Ex.tra Arrigoni venerdì 30 ottobre alle 8 e percorso fino a Piazza del Popolo. “L’onda delle proteste nate in Francia ha travolto tutta l’Europa - si legge in una nota - coinvolgendo anche l’Italia. Una nuova generazione ha alzato la testa e ha deciso di fare rumore: ecco perché noi studenti di Forlì-Cesena scenderemo pacificamente in piazza il 30 ottobre, in occasione dello sciopero generale indetto da Usb. Vogliamo denunciare il costo della vita ormai insostenibile, frutto di politiche di guerra e austerità del governo Meloni, che mette unicamente al centro della propria agenda la tutela dei profitti di una minoranza della società a scapito dei diritti e del futuro delle nuove generazioni. Negli ultimi anni, i tagli all’istruzione pubblica, il caro-affitti e i costi insostenibili dei trasporti hanno reso il diritto allo studio sempre più inaccessibile per gli studenti medi e universitari. Mentre si riducono le risorse per i servizi pubblici, aumentano gli investimenti militari. E chi esprime dissenso per questa vergognosa situazione viene represso da presidi e forze dell’ordine!”.
Continua la nota: “Pretendiamo maggiori fondi per istruzione, ricerca e sanità pubblica; invece che crescenti spese militari. Esigiamo borse di studio adeguate alle reali condizioni economiche, alloggi accessibili e interventi concreti contro il caro-affitti, perché nessuno sia costretto a rinunciare agli studi. Come stabilito dall’articolo 3 della Costituzione, devono essere rimossi gli ostacoli economici e sociali che limitano uguaglianza e pieno sviluppo della persona. Vogliamo scuole e università sicure, attrezzate, dignitose e inclusive, attente alla salute di chi le frequenta e sensibili alle disuguaglianze vissute ogni giorno. Chiediamo inoltre una reale educazione sessuo-affettiva, il rispetto della libertà di espressione e di organizzazione studentesca, e tuteliamo la scuola e l’università come luoghi di formazione e crescita, non spazi per l’autoritarismo. Lottiamo per la giustizia climatica, la tutela dell’ambiente e politiche che mettano davvero al centro i bisogni delle persone, non quelli dell’industria bellica e del profitto. Per i nostri insegnanti e tutti i lavoratori chiediamo maggiori tutele e la fine immediata della precarietà: salario minimo dignitoso indicizzato al costo della vita, contratti stabili e tirocini pienamente retribuiti sono necessari”.
Il Movimento conclude: “Per noi costruire un’alleanza tra studenti e lavoratori, unendo le lotte per diritto allo studio, salari equi, servizi pubblici efficienti e diritti sociali, è fondamentale per ottenere risultati concreti. Invitiamo tutte le organizzazioni sindacali e del mondo del lavoro a riconoscere e sostenere questa mobilitazione. Dobbiamo ripetere l’esperienza del 3 ottobre 2025, quando milioni di lavoratori e studenti, uniti a prescindere dalla tessera, sono scesi in corteo facendo tremare il governo. Il 30 ottobre saremo in piazza per rivendicare un futuro diverso, fondato sulla solidarietà, sull’uguaglianza e sulla dignità. Più istruzione, più sanità, più diritti. Meno armi, meno precarietà, meno disuguaglianze. Facciamo rumore, insieme!”.