Dopo le polemiche seguite al “no” alla cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, anche Confcommercio cesenate affronta il tema: “Non è su questo episodio che Confcommercio cesenate intende intervenire, ma più in generale su un altro tema, che riteniamo meritevole di attenzione e di una riflessione più ampia. Se scorriamo l’elenco dei cittadini insigniti di tale onorificenza nel Comune di Cesena, troviamo una straordinaria galleria di personalità della cultura, della società e della politica: figure di altissimo profilo, come Nelson Mandela, o testimoni della memoria e della storia come il sopravvissuto ad Auschwitz Sami Modiano. Una lista meritoria di cittadini onorari di cui siamo orgogliosi di poterci dire concittadini e che testimonia la sensibilità della nostra città verso i valori universali della libertà, della dignità umana e della giustizia. Sarebbe bello secondo Confcommercio che in futuro i nostri rappresentanti in Consiglio comunale, cui spetta la facoltà di avanzare le candidature, tenessero conto anche di imprenditori o di persone che si sono adoperati per affermare il valore delle piccole imprese come collante della coesione sociale, impegnate quotidianamente in questa opera a favore dell’intera collettività. Sarebbe un modo per riconoscere che l’impresa non è una semplice attività economica a fini di lucro, ma uno dei motori fondamentali del benessere della società: crea lavoro, assicura reddito alle persone, sostiene la vita delle famiglie, anima i centri urbani e contribuisce in modo determinante allo sviluppo e alla vitalità dei territori”.
“A Confcommercio cesenate - continua la nota - pare che questa consapevolezza culturale non sia ancora pienamente radicata e che gli imprenditori vengano talvolta percepiti, per assurdi retaggi del passato, come persone interessate esclusivamente al proprio tornaconto. In realtà, sono donne e uomini che danno corpo a progetti, investono risorse, rischiano in prima persona, affrontano responsabilità quotidiane e contribuiscono in maniera concreta alla crescita economica e sociale delle comunità in cui operano. Potremmo citare molti esempi, tra imprenditori e rappresentanti del mondo dell’impresa, che meriterebbero a pieno titolo la cittadinanza onoraria. Italiani, internazionali: tante le storie virtuose ed esemplari, che andrebbero studiate a scuola. Altre, di alto livello, le abbiamo nella nostra stessa città e non c’è bisogno di alcun conferimento. Ma ciò che ci premeva condividere è soprattutto il principio: anche chi promuove in modo esemplare l’impresa, il lavoro e il benessere collettivo possiede tutti i requisiti per essere riconosciuto come cittadino onorario e Confcommercio si sente chiamata a diffondere e far maturare questa consapevolezza”.