Cesena, Confcommercio chiede una campagna per il centro storico: «C’è disparità con le aree dei centri commerciali»

Cesena
  • 24 gennaio 2026

CESENA. Confcommercio Cesenate torna all’attacco sul centro storico e in una nota rimarca «la necessità di un centro storico realmente aperto, fruibile e accogliente, messo nelle condizioni di essere vissuto quotidianamente da cittadini e visitatori». Un tema che «non riguarda soltanto le scelte amministrative, ma anche il linguaggio e la comunicazione della politica, capaci di influenzare in modo decisivo la percezione del centro urbano».

«Anche nel linguaggio e nella comunicazione di politici e amministratori», dice il presidente Augusto Patrignani, «dovrebbero essere abolite parole come chiudere, interdire, blindare, vietare: termini che producono un effetto psicologico di distanza e allontanano il potenziale visitatore dal centro storico. La protezione delle zone pedonali il sabato e la domenica, annunciata dall’amministrazione comunale con toni perentori, pur non essendo sbagliata in sé, non vorremmo che fosse percepita come un elemento ostativo ad avvicinarsi al cuore della città».

Confcommercio parla di «disparità tra il centro storico e le aree immediatamente limitrofe, in particolare quelle che ospitano i due centri commerciali».

«In centro», spiega Patrignani, «assistiamo al massimo controllo della mobilità: accessi limitati, circolazione delle auto fortemente regolata, parcheggi pochi e a pagamento, spesso costosi. Nelle altre zone, invece, parcheggi gratuiti, auto lasciate a dieci metri dagli ingressi, mobilità senza alcun ostacolo, anzi facilitata e indirizzata, come avviene per il trasporto pubblico. Qui massima libertà, in centro massima costrizione».

Confcommercio ricorda «come il centro storico sia stato per secoli il luogo naturale del commercio e della vita cittadina, mentre i centri commerciali – che garantiscono una distribuzione plurale e che Confcommercio non demonizza – sono arrivati solo trent’anni fa e non dovrebbero essere avvantaggiati da politiche pubbliche sbilanciate».

«È giusta», chiede il presidente, «questa disparità di trattamento? La politica la accetta o addirittura la crea? È anche su queste domande che si misura la reale volontà di tenere vivo il centro storico».

Da qui la proposta conclusiva. «Serve una grande campagna comunicativa promossa dal Comune insieme alle associazioni economiche e culturali, interamente dedicata al centro storico. Una campagna identitaria, positiva, inclusiva, con slogan chiari e riconoscibili come Centro storico, la tua casa, Centro aperto, Centro per tutti, Centro mobile, Il salotto del commercio, Un centro di cultura, La bellezza fa centro. Manifesti, plance, materiali diffusi e un nuovo arredo urbano tematico, capace di raccontare la città malatestiana e di restituire al centro il ruolo che gli spetta: quello di cuore vivo, accogliente e condiviso della comunità».

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