Quello che lo studio faentino “Enser” ha definito un vecchio «rudere fatiscente in vendita» nella relazione sui possibili tracciati della futura circonvallazione a Calabrina potrebbe diventare uno scoglio alla realizzazione dell’opera nella zona che i tecnici hanno considerato preferibile. Quel casolare, che sorge al civico 5971 di via Cervese, dovrebbe essere espropriato e demolito per fare spazio a una maxi rotatoria, qualora si scegliessero le opzioni 2A o 2B, quelle sul lato ovest dell’attuale strada. Ma il problema è che le condizioni del fabbricato e la foto allegata, scattata l’anno scorso, non corrispondono alla realtà attuale. Nicola Fantini, quarantenne al momento residente sempre in via Cervese, nella zona della rotonda vicino al McDonald’s, a ridosso dello svincolo per la A14, nello scorso mese di marzo ha infatti acquistato l’immobile. Un passo fatto senza sapere che la circonvallazione, la cui realizzazione era stata annunciata un paio di anni fa, non sarebbe stata necessariamente posizionata a est della Cervese, come si era sempre detto, ma sarebbe potuta passare dall’altra parte (ipotesi al momento più probabile), e precisamente sulla sua proprietà. Così ha comprato quel fabbricato di oltre 200 metri quadrati di superficie e un paio di ettari di terreno attorno, con un doppio progetto. Il primo è quello di andarci ad abitare, come prima casa, dopo una serie di lavori che sono in corso: «Sistemato il tetto e rifatti gli impianti e sgomberate le tante cose accumulate dal novantenne che ci viveva - racconta - mancano ora solo l’intonaco e gli infissi, con appuntamenti già fissati nelle prossime due settimane, e infine gli arredi». La seconda sfida era la concretizzazione di un’idea imprenditoriale: creare in quell’area «un glamping», cioè una sorta di camping glamour, e «un’attività di ristorazione». Il tutto anche sulla scia di una tradizione di famiglia, visto che «i genitori erano albergatori». Però - riferisce - «dopo avere impiegato soldi ed energie in questo progetto di vita e di lavoro all’insegna del benessere, il 7 giugno ho preso appuntamento in Quartiere, a San Giorgio, per parlare col sindaco che incontrava i cittadini, in fila, per sentire se ci fossero problemi da segnalare a proposito dei tracciati ipotizzati. E lì ha confermato che le ipotesi di tracciato 2A e 2B formulate dallo studio “Enser” comporterebbero l’esproprio dell’edificio per demolirlo. Perciò ha aggiunto che, se fosse stato nei miei panni, non avrebbe fatto altri lavori».
C’è poi stato anche un contatto telefonico, tramite un architetto di fiducia, con l’ingegnere Mainardi, di “Enser”, a cui è stato fatto notare che «c’è stata come minimo una grande negligenza nel descrivere l’immobile come rudere in vendita, senza informarsi sulle novità degli ultimi mesi e senza neppure aggiornare la foto inserita nella relazione, che risale allo scorso mese di novembre».
Questo è il nodo principale che il quarantenne vuole evidenziare in un nuovo incontro che intende fissare col sindaco, questa volta - anticipa - «anche con l’assistenza di un legale».
Ma al di là della sua vicenda personale, su cui sembra pronto a dare battaglia, come è comprensibile anche alla luce dell’ingente impegno economico, tra spese d’acquisto dell’immobile e per i lavori), Fantini fa una riflessione più generale: «Perché consumare altro territorio per costruire una nuova strada, invece che lavorare sul tracciato esistente di via Cervese?». Una posizione in linea con quella espressa alcuni giorni fa, in commissione consiliare, da Denis Parise, di Cesena siamo noi, unico gruppo politico a invitare a prendere in considerazione “l’opzione zero”, cioè non realizzare alcuna nuova circonvallazione e adeguare l’attuale strada.
L’amarezza è poi amplificata da un precedente: «La mia famiglia è stata già colpita da vari espropri per la Gronda e la realizzazione dell’autostrada stessa».
Infine, Fantini non nasconde di avere la sensazione che ci sono interessi di chi è ben più potente di lui che stanno spingendo verso la scelta del percorso a ovest: «Pare che il motivo principale che secondo “Enser” renderebbe preferibile quella opzione è il fatto che circa 300 veicoli giornalieri in uscita dal Technogym Village finirebbero in gran parte per continuare a percorrere la vecchia Cervese se si scegliesse il percorso sul lato est per la nuova circonvallazione».