I collettivi e le realtà transfemministe romagnole si preparano a dare vita a un corteo rumoroso, sabato prossimo, che partirà alle 15 dalla stazione ferroviaria e poi sfilerà fino a piazza del Popolo attraversando il centro.
Invitando tutti i cittadini e le cittadine a partecipare, spiegano così le ragioni della mobilitazione: «Nell’ultimo anno abbiamo assistito a una grave deriva autoritaria da parte del Governo Meloni, tanto contro le donne, quanto contro le persone della comunità Lgbtqia+, le attiviste e soprattutto contro le soggettività marginalizzate». In particolare, segnalano e contestano «il Ddl Valditara, che ostacola i progetti di educazione sessuo-affettiva nelle scuole, la recente bocciatura del congedo parentale paritario, il Ddl Bongiorno, che elimina la parola “consenso” dalle modifiche all’articolo del Codice penale in materia di violenza sessuale e il clamoroso silenzio in merito alla vicenda legata agli Epstein files, in cui il ministro Salvini viene citato 89 volte».
Una rete contro l’oppressione
Da qui nasce il corteo: «Sentiamo l’urgente necessità di portare in strada la nostra voce e quella delle persone che non possono esporsi e che non hanno alcuno spazio nel dibattito politico, nonostante le politiche di governo si giochino sulla loro pelle. Sentiamo la necessità di farlo anche per le nostre sorelle in Iran e in Palestina, per tutti i popoli oppressi da politiche imperialiste, coloniali e guerrafondaie nel mondo, portate avanti da uomini come Trump e Netanyahu, simboli di un potere patriarcale corrotto e decadente, che cerca di sopprimere ogni tentativo di autodeterminazione e liberazione delle popolazioni coinvolte. Crediamo che solo denunciando l’oppressione e costruendo una rete dal basso possiamo cambiare questo sistema discriminatorio e violento».
Il corteo
I manifestanti faranno tappa nelle principali piazze di Cesena, proponendo alcune riflessioni per migliorare una società ancora profondamente intrisa di retaggi e violenze patriarcali. Parleranno di autodifesa transfemminista e violenza di genere, educazione sessuo-affettiva, diritto all’abitare, lavoro, spazi per l’attivismo e attraversabilità dello spazio urbano.
Come negli scorsi anni, il corteo sarà movimentato da artiste e attiviste della “Stamurga” di Bologna e dopo il corteo si farà festa insieme a “Spazio Marte”, in via Corbari 175
Per garantire un corteo sereno, sono state individuate “zone di decompressione”, consultabili sul profilo Instagram di “Spazio Caracol”, dove ci sono informazioni dettagliate anche sul percorso del corteo e sulle modalità di svolgimento e partecipazione alla manifestazione.
«Il corteo - concludono i promotori dell’iniziativa - sarà apartitico e non saranno presenti bandiere di partiti e movimenti politici istituzionali». Con l’obiettivo di «creare insieme spazi dissidenti e spazi resistenti, perché le strade, le notti, le piazze sono anche nostre».
Per informazioni, caracol.biblioteca@gmail.com oppure Instagram e Facebook “Spazio Caracol”.