La possibilità che il Comune di Cesena conferisca la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu sui territori palestinesi occupati, accende il dibattito anche oltre i confini cittadini. Sul tema è duramente intervenuto il direttore del Museo della Brigata Ebraica di Milano, Davide Romano, che sulle colonne del quotidiano “Il Giornale” di ieri ha criticato sia il merito della mozione formulata dal gruppo consiliare di maggioranza Fondamenta-Avs, sia la data in cui l’atto farà il suo ingresso in Consiglio comunale: giovedì 29 gennaio, due giorni dopo la Giornata della memoria, che si celebra oggi.
«C’è una precisa volontà di presentare la richiesta di cittadinanza onoraria a Francesca Albanese a Cesena nella settimana in cui ricorre il Giorno della Memoria», ha dichiarato Romano, contestando anche l’uso del termine “genocidio” nel testo della mozione per qualificare le operazioni del Governo israeliano sulla Striscia di Gaza. Considera l’uso di quel termine un «chiaro esempio di un approccio ideologico e politicizzato che non ha nulla di storico e scientifico. È un tentativo propagandistico di sminuire il significato della Shoah - ha affermato -. Non distinguere la differenza tra guerra e olocausto è molto grave».
Pronta la difesa di Fondamenta-Avs, che nega «premeditazione sulla scelta della data di presentazione della mozione. Anzi - replica il capogruppo Damiano Censi - noi abbiamo annunciato la presentazione di questa mozione a mezzo stampa già in dicembre, specificando che l’avremmo programmata per la prima seduta del Consiglio comunale del 2026. Poi, le convocazioni le decide il presidente del Consiglio, che ha scelto il 29 gennaio, e noi ci siamo adeguati».
Per quel che riguarda l’uso del termine “genocidio”, Fondamenta-Avs risponde al direttore del Museo della Brigata Ebraica milanese assicurando che «non è nel nostro interesse contestare le valutazioni della comunità ebraica, che ha subito e continua a lottare contro un vero genocidio. Noi rimarremo al fianco di questa comunità e continueremo a condannare quanto accaduto ogni anno». Ribadisce, però, la netta posizione sul conflitto israelo-palestinese: «Il diritto è chiaro - puntualizza Censi -. Laddove una popolazione viene targetizzata o vessata su un territorio si qualificano crimini di genocidio. Non c’è alcuna assimilazione alla guerra. Come affermano molti giuristi, non è corretto soffermarsi solo sulle bombe cadute a Gaza. L’Idf - prosegue Censi - ha il pieno controllo di luce, acqua, gas e aiuti umanitari che garantirebbero la sopravvivenza della popolazione. Quindi, è direttamente responsabile».
Fondamenta-Avs vede nel conferimento di una cittadinanza onoraria «il tentativo di portare a Cesena un esempio di vita e riconoscimento di valori condivisi all’interno della comunità». Pertanto, motiva la propria iniziativa legislativa con la volontà di «onorare il lavoro di cura e responsabilità internazionale che compie Albanese nei confronti della popolazione, non solo della Palestina, bensì mondiale. Un impegno trasversale che riconosce i valori universali di rispetto della comunità umana». Infine, respinge il tentativo di creare un conflitto tra partiti, facendo appello «alle singole coscienze umane che siedono in Consiglio, siano esse di maggioranza od opposizione».