Ha appena preso forma ma il comitato formato da cittadini residenti a Calabrina, Gattolino, Villa Calabra, Capannaguzzo e San Giorgio per fare sentire la voce di chi sarà toccato più direttamente dalla nuova circonvallazione sulla Cervese ha già un nome e un “manifesto”. L’uno e l’altro si chiamano “Insieme per una Sp7 sostenibile”.
La premessa è che non c’è alcuna intenzione di opporsi alla bretella che aggirerà Calabrina e Villa Calabra, di cui si riconosce anzi «l’importanza strategica per la viabilità del territorio». La volontà del comitato è quella di «contribuire affinché venga realizzata nella soluzione più vantaggiosa per le comunità coinvolte, attraverso un confronto trasparente con enti, tecnici e cittadini».
Sono sette gli obiettivi elencati. Il primo è quello di «contribuire al miglioramento del progetto». Che significa presentare «osservazioni, proposte tecniche e soluzioni condivise con gli enti competenti, collaborare con Comune, Provincia, Regione, progettisti e professionisti affinché l’opera risponda alle reali esigenze del territorio e promuovere un confronto costruttivo tra istituzioni, cittadini e portatori di interesse durante tutte le fasi di progettazione e realizzazione».
Un altro punto chiave è la «tutela dell’ambiente, della salute e del patrimonio del territorio, promuovendo studi e approfondimenti sugli effetti dell’opera in termini di salute pubblica, qualità dell’aria, rumore, vibrazioni e impatto ambientale». Si chiede inoltre che «vengano valutati gli effetti della circolazione dei venti e della dispersione degli inquinanti, al fine di garantire la migliore tutela possibile della popolazione residente». Un’altra esigenza espressa su questo fronte è quella di «tutelare il patrimonio arboreo esistente, con particolare riferimento agli alberi monumentali o secolari eventualmente interessati dal tracciato». Infine, si invita a «promuovere la salvaguardia della rete idraulica storica del territorio, comprendente fossi, canali di scolo e sistemi di drenaggio, affinché il progetto non comprometta l’equilibrio idrogeologico dell’area».
Una terza esigenza evidenziata è «la salvaguardia del collegamento storico, sociale e funzionale tra la comunità di Calabrina e quelle di Gattolino e di Capannaguzzo, garantendo, dove possibile, percorsi ciclopedonali sicuri e continui». L’obiettivo è «evitare che la nuova infrastruttura costituisca una barriera fisica o sociale tra le comunità», garantendo invece «la mobilità quotidiana tra le frazioni».
Il quarto capitolo del “manifesto” è dedicato alla sicurezza stradale, con l’auspicio di interventi nelle «intersezioni più critiche presenti lungo il tracciato esistente e lungo quello di progetto» e «percorsi sicuri per le oltre cento famiglie che ogni giorno accompagnano i propri figli in asili, scuole e strutture sportive e ricreative».
Si auspica poi un «miglioramento della funzionalità della rete viaria», con particolare attenzione ai collegamenti tra la nuova circonvallazione e San Giorgio da una parte e l’aeroporto militare di Pisignano dall’altro. Si chiede anche di valutare «l’eventuale introduzione di sensi unici nell’abitato di Calabrina e nelle vie limitrofe».
Per l’attuale Cervese, una volta che sarà sgravata grazie alla circonvallazione, ci si aspetta un futuro all’insegna della «mobilità sostenibile»: il comitato pensa che la nuova opera debba «favorire una mobilità leggera» lungo la vecchia strada provinciale, «attraverso percorsi dedicati a pedoni, ciclisti e altri veicoli leggeri» e «con soluzioni che la mantengano viva e accessibile alle attività commerciali, produttive e ai servizi».
Le ultime parole d’ordine sono «informazione e partecipazione», organizzando confronti e raccogliendo segnalazioni dai residenti, così da consentire «un dialogo trasparente e costruttivo finalizzato a realizzare un’opera che coniughi sviluppo infrastrutturale, sicurezza, tutela dell’ambiente e qualità della vita».ppena preso forma ma il comitato formato da cittadini residenti a Calabrina, Gattolino, Villa Calabra, Capannaguzzo e San Giorgio per fare sentire la voce dei residenti che saranno toccati dalla nuova circonvallazione sulla Cervese ha già un nome e un “manifesto”. L’uno e l’altro si chiamano “Insieme per una Sp7 sostenibile”.
La premessa è che non c’è alcuna intenzione di opporsi alla bretella che aggirerà Calabrina e Villa Calabra, di cui si riconosce anzi «l’importanza strategica per la viabilità del territorio». La volontà del comitato è quella di «contribuire affinché venga realizzata nella soluzione più vantaggiosa per le comunità coinvolte, attraverso un confronto trasparente con enti, tecnici e cittadini».
Sono sette gli obiettivi elencati. Il primo è quello di «contribuire al miglioramento del progetto». Che significa presentare «osservazioni, proposte tecniche e soluzioni condivise con gli enti competenti, collaborare con Comune, Provincia, Regione, progettisti e professionisti affinché l’opera risponda alle reali esigenze del territorio e promuovere un confronto costruttivo tra istituzioni, cittadini e portatori di interesse durante tutte le fasi di progettazione e realizzazione».
Un altro punto chiave è la «tutela dell’ambiente, della salute e del patrimonio del territorio, promuovendo studi e approfondimenti sugli effetti dell’opera in termini di salute pubblica, qualità dell’aria, rumore, vibrazioni e impatto ambientale». Si chiede inoltre che «vengano valutati gli effetti della circolazione dei venti e della dispersione degli inquinanti, al fine di garantire la migliore tutela possibile della popolazione residente». Un’altra esigenza espressa su questo fronte è quella di «tutelare il patrimonio arboreo esistente, con particolare riferimento agli alberi monumentali o secolari eventualmente interessati dal tracciato». Infine, si invita a «promuovere la salvaguardia della rete idraulica storica del territorio, comprendente fossi, canali di scolo e sistemi di drenaggio, affinché il progetto non comprometta l’equilibrio idrogeologico dell’area».
Una terza esigenza evidenziata è «la salvaguardia del collegamento storico, sociale e funzionale tra la comunità di Calabrina e quelle di Gattolino e di Capannaguzzo, garantendo, dove possibile, percorsi ciclopedonali sicuri e continui». L’obiettivo è «evitare che la nuova infrastruttura costituisca una barriera fisica o sociale tra le comunità», garantendo invece «la mobilità quotidiana tra le frazioni».
Il quarto capitolo del “manifesto” è dedicato alla sicurezza stradale, con l’auspicio di interventi nelle «intersezioni più critiche presenti lungo il tracciato esistente e lungo quello di progetto» e «percorsi sicuri per le oltre cento famiglie che ogni giorno accompagnano i propri figli in asili, scuole e strutture sportive e ricreative».
Si auspica poi un «miglioramento della funzionalità della rete viaria», con particolare attenzione ai collegamenti tra la nuova circonvallazione e San Giorgio da una parte e l’aeroporto militare di Pisignano dall’altro. Si chiede anche di valutare «l’eventuale introduzione di sensi unici nell’abitato di Calabrina e nelle vie limitrofe».
Per l’attuale Cervese, una volta che sarà sgravata grazie alla circonvallazione, ci si aspetta un futuro all’insegna della «mobilità sostenibile»: il comitato pensa che la nuova opera debba «favorire una mobilità leggera» lungo la vecchia strada provinciale, «attraverso percorsi dedicati a pedoni, ciclisti e altri veicoli leggeri» e «con soluzioni che la mantengano viva e accessibile alle attività commerciali, produttive e ai servizi».
Le ultime parole d’ordine sono «informazione e partecipazione», organizzando confronti e raccogliendo segnalazioni dai residenti, così da consentire «un dialogo trasparente e costruttivo finalizzato a realizzare un’opera che coniughi sviluppo infrastrutturale, sicurezza, tutela dell’ambiente e qualità della vita».