Sono stati ben 110 i cittadini che lunedì scorso hanno preso parte al primo incontro del neonato Comitato spontaneo “Insieme per una Sp7 sostenibile”, che intende fare sentire la propria voce sul progetto della circonvallazione sulla Cervese, che bypasserà Calabrina, liberandola dalla morsa del traffico, intenso soprattutto d’estate.
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Opzione nord-ovest: vantaggi
Anche se il gruppo ha ribadito di non volere decidere quale soluzione debba essere realizzata tra le varie ipotesi di tracciato al vaglio, ma «informare, ascoltare, approfondire e portare all’attenzione delle istituzioni le esigenze delle comunità interessate», sono emerse un paio di osservazioni favorevoli all’opzione nord-ovest, invece che a quella sud-est. Quest’ultima è stata infatti indicata come poco adatta per intercettare il traffico pesante proveniente dall’autostrada e diretto verso l’area artigianale di San Giorgio, considerando il percorso necessario per raggiungere la nuova infrastruttura e il successivo collegamento con la Provinciale 70. E anche il traffico proveniente da Villa Chiaviche e diretto verso l’aeroporto di Pisignano potrebbe continuare a utilizzare la Cervese e attraversare Calabrina, qualora la nuova infrastruttura non risultasse sufficientemente funzionale a intercettare tale flusso. La soluzione nord-ovest potrebbe invece consentire un collegamento più diretto verso la Provinciale 70, indirizzando il traffico pesante proveniente dalla zona di Villa Calabra e diretto verso l’autostrada, senza dover necessariamente utilizzare la Cervese. È stato inoltre fatto notare che il tracciato nord-ovest potrebbe contribuire a migliorare la gestione del traffico proveniente da via Mariana e, conseguentemente, la sicurezza dell’attuale intersezione con la Cervese, molto pericolosa. Se si scegliesse quella soluzione, la prima parte di via Mariana in direzione Villa Calabra diventerebbe infatti una strada senza prosecuzione diretta, mentre il traffico diretto verso Calabrina potrebbe essere indirizzato, attraverso la nuova bretella prevista, verso una rotatoria, consentendo un’immissione sulla nuova viabilità più sicura rispetto ad oggi. Il comitato ritiene a ogni modo che il nodo di via Mariana debba essere oggetto di una specifica e approfondita valutazione sotto il profilo della sicurezza stradale.
Sono solo alcuni degli spunti emersi nel corso dell’incontro di lunedì, che si è svolto a San Giorgio, nella sede del Quartiere Cervese nord, con la partecipazione della sua presidente Mirella Ravaglia, mentre a coordinare il comitato sono Flavio Rondini e Sanzio Bissoni.
Gli altri nodi
Uno dei primi temi affrontati è stato quello del rapporto tra Gattolino e Calabrina, due comunità che condividono numerosi servizi e che sono oggi fortemente interconnesse. A Gattolino sono presenti, tra gli altri, scuola, posta e cimitero, mentre a Calabrina si trovano asilo, farmacia, negozio di alimentari, panificio e altri servizi. Questa interconnessione genera quotidianamente un significativo movimento di auto e bici tra le due frazioni, con la presenza di ragazzi, anziani e famiglie con bambini. Il comitato chiede che la nuova infrastruttura non si trasformi in una barriera fisica tra le due comunità.
Da parte del comitato c’è anche grande attenzione sulla necessità di valutare adeguatamente gli effetti ambientali della nuova infrastruttura, compresa la possibile dispersione degli inquinanti prodotti dal traffico. Si chiede perciò di verificare con studi tecnici specifici e dati verificabili gli effetti prodotti dalle direzioni dei venti in zona, anche a salvaguardia degli abitanti della frazione di Villa Calabra. Uno specialista in malattie renali presente all’incontro ha invitato a tenere al centro la tutela della salute dei residenti.
Non sono mancate riflessioni sulle quattro rotatorie previste: c’è chi teme che possano finire per avere un impatto ambientale negativo sulle abitazioni vicine, considerando le dinamiche di decelerazione, frenata, arresto e successiva accelerazione dei veicoli.
Il messaggio finale è chiaro: «Le diverse soluzioni vanno confrontate sulla base di dati tecnici, sicurezza, flussi di traffico, impatto ambientale, salute pubblica, continuità dei collegamenti locali e qualità della vita, affinché la scelta finale degli enti competenti possa essere compiuta con la maggiore consapevolezza possibile».