Cesena, circonvallazione Cervese: l’analisi dei tecnici rafforza l’ipotesi di tracciato sul lato ovest

Cesena
  • 05 settembre 2026

Nuova circonvallazione di Calabrina per alleggerire la vecchia via Cervese: passerà ancora qualche mese prima di scegliere il percorso migliore tra quattro analizzati dettagliatamente dai tecnici dello studio faentino Enser, dopo averne scartati due dei sei ipotizzati in un primo momento. Ma ieri qualche indizio è arrivato durante la commissione consiliare (con la presenza di numerosi cittadini) convocata per fare una prima riflessione sulla relazione consegnata pochi giorni fa alla Provincia. Si tratta del Documento delle alternative progettuali, obbligatorio per legge per opere di questo genere. Indica che tutte le eventuali soluzioni sono nettamente migliorative rispetto all’attuale situazione. Una situazione che il sindaco e presidente della Provincia, Enzo Lattuca, ha descritto come ai confini dell’illegalità, facendo notare che la Cervese lambisce i gradini di centinaia di case.

I tracciati sul lato ovest

Nel documento, presentato dall’ingegnere Mainardi, di Enser, dopo un monitoraggio di vari parametri (il principale dei quali è la capacità della futura arteria di assorbire flussi di traffico), le opzioni che ne escono meglio sono le due che passano a ovest di via Cervese. Prevedono il riutilizzo dell’ultimo tratto di questa strada, mantenendo quindi una porzione di tracciato tecnicamente in ambito urbano. Hanno origine, come tutte le proposte in lizza, dalla rotatoria Rita Levi Montalcini, sulla Gronda, e prevedono di utilizzare la predisposizione larga 18 metri, che fu predisposta per realizzare un sottopasso quando fu costruita l’autostrada.

In particolare, dall’analisi è risultata in pole position la proposta denominata 2A. Si tratta di un percorso lungo 2.978 metri, che si svilupperebbe parzialmente ad ovest dell’attuale via Cervese, in corrispondenza dell’abitato di Calabrina. Viene giudicata «ottimale in termini di variazione di tempo per passeggeri e di variazione percorrenze veicoli pesanti». Sarebbe caratterizzata da «ottime prestazioni in termini di tempi di percorrenza» e drenerebbe quasi tutto il traffico dal tratto della Cervese a Calabrina e lo dimezzerebbe nella zona di Villa Calabra.

Molto simile il progetto 2B, che si differenzia per la posizione e la geometria del nodo di connessione intermedio che raccorda i due tratti di via Cervese lato Villa Calabra e Calabrina, via Violone di Gattolino e via Osteriaccia. Avrebbe il vantaggio di favorire il collegamento all’area industriale di Villa Calabra, accessibile da via Osteriaccia, grazie all’innesto diretto di quest’ultima in rotatoria, mentre l’accessibilità da via Violone di Gattolino sarebbe indiretto, per mezzo di via Cervese.

Le alternative a est

Anche una delle due soluzioni sul lato est, denominata 1B, sarebbe «efficace nel separare i flussi veicolari, massimizzando la riduzione dei chilometri percorsi all’interno della rete stradale urbana». Però presenta un limite sul fronte della sicurezza stradale: «L’utilizzo improprio di via Medri come bypass e l’intersezione a raso tra via Medri e via Cervese, in presenza dell’elevato carico veicolare, potrebbe determinare un aumento del rischio di incidentalità».

Più debole, invece, l’altro possibile tracciato ad est, quello definito 1A, perché, a detta dei tecnici, «la mancanza di una connessione diretta e la necessità di gravitare sul sistema di rotatorie esistente penalizzerebbero eccessivamente la velocità commerciale del tracciato, rendendo la variante poco attraente rispetto al percorso storico».

Gli input del sindaco

Enzo Lattuca ha ricordato che la circonvallazione di Calabrina è diventata una possibilità tangibile a seguito del finanziamento regionale assegnato alla Provincia a fine 2024. Premesso che boccia come sconveniente “l’opzione zero” (cioè rinunciare a fare la nuova strada), che pure è stata presa in considerazione nello studio (e che “Cesena siamo noi” è l’unica forza politica a caldeggiare), ha rivendicato la volontà di giocare a carte scoperte e coinvolgere molto in anticipo i cittadini, «prima di quanto fosse richiesto e prima di quanto fosse mai stato fatto». A partire dai loro rappresentanti più vicini, quelli del Quartiere Cervese nord, ma anche dal comitato che si è formato nelle scorse settimane (Lattuca lo incontrerà tra una dozzina di giorni), così come ogni singolo interessato. Ci sono già stati colloqui con un centinaio di persone, oltre alle assemblee pubbliche. Ed è solo l’inizio. Fermo restando che ci sarà poi la fase delle osservazioni formali, prevista dalle normative.

L’iter

La road map prima di arrivare ai lavori è delineata ma non sarà breve. Lo studio presentato in commissione servirà ora a fornire gli elementi necessari per assumere un indirizzo progettuale di carattere generale, scegliendo tra le diverse soluzioni individuate. In questi giorni Comune e Provincia stanno prendendo visione dei risultati dello studio, che dovrà accompagnare le prossime decisioni.

«Ora dobbiamo dare un indirizzo macroscopico a chi svilupperà il progetto, che significa optare tra le soluzioni, potendo ora contare sui dati contenuti nello studio», ha spiegato Lattuca».

Una volta conclusa questa fase, il documento sarà approvato con decreto del presidente della Provincia e si passerà allo sviluppo del vero e proprio progetto dell’opera, che al momento non esiste ancora. Anche la progettazione sarà affidata all’esterno, col supporto e il coordinamento di Comune e Provincia.

Il passaggio successivo sarà quello della progettazione di fattibilità tecnico-economica, previsto indicativamente tra sei mesi, e che ingloberà già sia il progetto preliminare che quello definitivo. Da quel momento entrerà nel vivo il percorso autorizzativo e partecipativo previsto per le opere pubbliche.

«Quando partirà la progettazione – prosegue Lattuca – si aprirà quel capitolo che seguiamo per tutte le opere pubbliche, esattamente come avvenuto con l’ospedale. Un procedimento che prevede il passaggio in Consiglio comunale, la richiesta di tutte le autorizzazioni e dei pareri agli enti competenti, dal Consorzio di bonifica alla Soprintendenza, e naturalmente una fase di pubblicazione del progetto, che consentirà a tutti gli interessati di presentare osservazioni». Insomma - ha affermato Lattuca - «la vera partita deve ancora iniziare».

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