Ci sono esperienze che per essere apprezzate e comprese nella loro essenza più intima non possono essere solo raccontate. La semplice voce narrante non sarebbe sufficiente a trasmettere a chi ascolta le emozioni che luci, colori, luoghi e persone sarebbero in grado di suscitare. Tutto può essere descritto per ciò che si vede, ma è ciò che circonda quel “tutto” che fa scattare la scintilla dei sentimenti. Come per un film. Dove ad attirare l’attenzione oltre alle immagini e alle scene più forti e impattanti è spesso anche la colonna sonora.
È nato così, dall’intento di portare al pubblico l’anima di quei luoghi e delle sue genti il progetto editoriale di Rocco Pessolano. Lo ha chiamato “Il viaggio del testimone-racconto di un matrimonio dal Ghana”.
Cesenate d’adozione, Pessolano, cieco da 25 anni, ha scelto di raccontare con il moderno mezzo del podcast, ascoltabile su Spotify e Youtube, l’avventura vissuta in Ghana. Lo ha fatto raccogliendo nel suo prodotto solo i suoni e i rumori tipici di quello spicchio di Africa. Quattro episodi di circa mezz’ora ciascuno sono diventati un diario di viaggio immersivo fatto solo di contenuti audio. Niente parole. Nessuna immagine. Solo reperti sonori per descrivere ciò che lui stesso, nella impossibilità di osservare, ha percepito e assimilato di quei momenti attraverso l’udito.
Recatosi in Ghana per partecipare al matrimonio dell’amico Josef, conosciuto in Italia qualche anno prima, Rocco ha voluto catturare l’anima di quei luoghi puntando sulla forza evocativa dei suoni. Dal vociare dei mercati, alla vita quotidiana come un banale spostamento sui tradizionali minibus “TroTro”, dove l’autista era solito intrattenersi in chiacchiere con le persone alle fermate; o intento a scendere per acquistare frutta e verdura dai rivenditori lungo la strada insieme ai passeggeri. Fino alle cerimonie nuziali, ai riti della tradizione locale e ai momenti familiari.
“Il Viaggio del testimone” è, dunque, un vero e proprio documentario sulla tradizione e il folklore ghanese nella sola versione sonora. Pensato e realizzato da Rocco secondo il suo personale «modo di stare al mondo: ascoltandolo». E che, nel tipico ritmo di un tamburo suonato a Cape Coast o nel frastuono di Kumasi, seconda città per popolazione del Paese, vorrebbe restituire a chi ascolta un inedito incontro tra cultura e riflessione «sul tempo, sull’attesa e sul significato di appartenere a una comunità», afferma Pessolano. Per immergersi nella profondità più recondita dell’Africa mediante la potenza travolgente dei suoni più puri. Magari anche chiudendo gli occhi.