Cesena, chiesa in vendita: progetto sociale alternativo alla privatizzazione e giallo del conflitto di interessi

Almeno fino a ottobre, a quanto pare, il contratto di vendita non si perfezionerà, ma pare segnato il destino della vecchia chiesa di Paderno e dell’annessa canonica. Non senza malumori della comunità locale, in gran parte contraria a quella che si prospetta come una privatizzazione di un luogo collettivo e con una sua preziosa storia. Nei mesi scorsi alle rimostranze dei cittadini è stato risposto che non c’erano alternative. Invece non è così. Probabilmente si è semplicemente preferita un’offerta economicamente più appetibile. Ma ci sarebbe una possibilità differente. Due giovani, Giacomo e Andrea, avevano presentato alla Curia «un progetto, insieme alla nostra proposta di acquisto della chiesa e canonica di Paderno, ma è stata rifiutata, perché superata da quella di un altro privato».

Il progetto alternativo

La proposta avanzata ha il merito di prevedere il mantenimento della funzione sociale di quei luoghi, a beneficio della comunità, prevedendo però al tempo stesso un modello che dovrebbe garantire la sostenibilità economica e gestionale. Di cosa si tratta lo spiegano loro stessi: «L’intento era quello di salvaguardare e valorizzare l’immobile, attraverso la promozione di un luogo di comunità che ci è particolarmente a cuore. Mantenendo intatta l’identità e la vocazione pastorale, sociale e culturale del luogo, esso avrebbe anche incluso il senso che la parrocchia di San Vittore voleva dare a Paderno, oltre che adeguare gli interessi attuali di curia e parrocchia alle disposizioni legate alla donazione iniziale. Il progetto prevedeva di riaprire alla collettività la chiesa come spazio socio-culturale, e di riabitare la canonica con una piccola foresteria e due abitazioni stabili come presidio e per rendere economicamente sostenibile il progetto. Gli spazi sarebbero stati destinati in maniera bilanciata al fine abitativo e ad essere restituiti alla comunità locale attraverso una gestione associativa».

Conflitto d’interessi

Le cose hanno però preso un’altra piega: «Fin dall’inizio si è occupato della trattativa di compravendita l’economo della diocesi; quando ci siamo mossi per verificare lo stato autorizzativo dell’immobile, ci è stato comunicato che c’erano altri interessati e che quindi avremmo dovuto inviare una offerta di acquisto in busta chiusa. Quando abbiamo capito che la nostra proposta era stata superata, il vescovo, nell’ambito di un colloquio che avevamo chiesto proprio per avere un riscontro sulla trattativa, ci ha comunicato che l’economo, nostro precedente interlocutore si era estraniato dalla stessa, perché in conflitto di interessi con chi aveva effettuato la proposta più alta. Null’altro abbiamo saputo se non che la transazione non inizierà prima di ottobre».

Pronta a rivivere antica festa

Intanto, però, si sta organizzando un momento, che sarà un recupero di radici e al tempo stesso un modo per evidenziare quanto la comunità locale ami quei luoghi e li senta come di tutti e di ciascuno, motivo per cui non viene vista bene l’idea di una cessione con logiche di mero profitto. «Assieme alla comunità di Paderno - concludono Giacomo e Andrea - ci stiamo attivando per ripristinare la tradizionale festa di San Paterniano, patrono della chiesa di Paderno, proponendo un ritrovo aperto a tutti gli amanti delle colline e dei loro luoghi di comunità».

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