CESENA. Maltrattamenti in famiglia nei confronti della moglie e della figlia: in manette un uomo di 55 anni nel Cesenate. Sono da poco trascorse le 19.00 quando, nei giorni scorsi, è giunta al numero di emergenza una richiesta di aiuto per una lite in famiglia in zona Borello. A chiedere l’intervento era un uomo che riferiva di aver avuto una violenta discussione con la moglie e con la figlia, aggiungendo che, se non fosse intervenuta velocemente la Polizia, la situazione sarebbe potuta degenerare.
Le Volanti del Commissariato di Cesena si sono precipitate all’indirizzo della segnalazione dove hanno trovato un uomo visibilmente agitato e con indosso una t-shirt lacerata. Nell’abitazione, riversa per terra e dolorante, invece, si trovava una donna che piangeva spaventata. Gli operatori hanno prestato separatamente assistenza alla coppia, chiedendo anche l’intervento del 118 per la donna che presentava una ferita nella parte anteriore della testa.
Dalle prime dichiarazioni della vittima è emerso che era stata aggredita violentemente dal marito a seguito di una lite e che questi l’avrebbe, prima, afferrata per i capelli, strattonandola contro le pareti della casa, per poi colpirla alla testa con un manufatto in terracotta che era andato in frantumi.
Di lì a poco era giunta anche la figlia ventiseienne della coppia la quale, ancora scossa, ha riferito di aver cercato di prendere le difese della madre durante la lite e che per questo motivo sarebbe stata anche lei colpita violentemente dal padre. Sempre la giovane ha raccontato di essersi rifugiata a casa della nonna, che abita poco distante, per chiedere aiuto poiché il suo telefono cellulare era stato distrutto dal padre e lanciato nel cortile esterno.
I poliziotti dalle testimonianze delle due donne, entrambe di origine marocchine ma da sempre in Italia, hanno ricostruito un quadro di maltrattamenti che l’uomo, un italiano di 55 anni, avrebbe realizzato nei confronti della sua famiglia da tempo e a cui avrebbe assistito più volte anche un figlio minorenne della coppia. L’uomo, che in un primo momento ha negato qualsiasi coinvolgimento per quei fatti, solo messo alle strette ha ammesso la sua responsabilità dichiarando tuttavia di essere lui vittima perché secondo lui le due donne “comandano sempre”.
Immediato l’arresto dell’uomo con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e l’applicazione in sede di udienza di convalida della misura cautelare in carcere da parte del giudice.