“Dal buio... alla luce”: una vita rinata e un libro per dare speranza. Lo ha scritto Gloria Stradaioli, una non vedente, oggi realizzata in ambito professionale, dopo un delicatissimo intervento di neurochirurgia quando era ancora bambina.
Originaria di Ranchio e oggi residente a Bulgarnò di Cesena, ha sconfitto un tumore al cervello, che nel 2004 i medici ritenevano inizialmente non operabile e divenne un caso mediatico, a suo tempo raccontato anche dalla Rai. Fu poi operata al Bufalini, nel reparto di Neurochirurgia. In seguito, nonostante la cecità che ne seguì, ha affrontato con coraggio le prove della vita. Ha studiato da centralinista e, dopo 6 anni d’attesa, ha trovato un’occupazione, prima all’ospedale di Forlì e dal 2021 in quello di Cesena.
La cecità
«Quando frequentavo il corso da centralinista non vedente a Bologna – racconta con un sorriso Stradaioli – mia mamma volle constatare di persona il mio viaggio in treno, fingendosi una passeggera qualunque, e non la mia accompagnatrice. Rimanemmo stupite entrambe. Oltre all’assistenza di chi mi aveva aiutato a salire sul treno, il capotreno veniva durante il viaggio ad informarsi o per dire che stavamo per arrivare. Da allora mi sono sentita al sicuro anche in viaggio in treno. In seguito, per la cecità, ho affrontato le dure prove che la vita mi ha imposto». Finché è arrivato il lavoro nello stesso ospedale dove era stata operata da bambina.
Il calvario sanitario
«Ho conosciuto Gloria vent’anni fa – dice Chiara Locatelli nella prefazione del libro –. Era ricoverata a causa di una crisi convulsiva prolungata nella Terapia intensiva dell’ospedale di Cesena, nel quale lavoravo come specializzanda in pediatria. Era affetta da anni da un tumore cerebrale ritenuto da diversi specialisti inoperabile. Questo “astrocitoma” era di natura benigna ma la sua crescita le aveva danneggiato in maniera irreversibile le vie ottiche, con conseguente cecità. La bambina era stata sottoposta a pesanti cicli di chemio e radioterapia in un altro ospedale, senza alcun miglioramento. Il caso di Gloria ha richiesto l’impegno di diversi specialisti dell’ospedale Bufalini e il confronto tra di essi, in particolare del dottor Frattarelli, all’epoca primario della Neurochirurgia, che hanno portato a una decisione coraggiosa: asportare il tumore ritenuto inoperabile». L’intervento riuscì e questo fu l’inizio di una nuova vita. «Quello che mi colpì maggiormente di Gloria – continua Locatelli – fu la sorprendente maturità e la serenità che trasmetteva a chi la circondava. La sua naturale visione positiva della vita e l’ottimismo le hanno permesso negli anni di affrontare e superare le conseguenze della malattia, trasformando le esperienze negative in occasioni di crescita interiore».
Storia di vita in un libro
Ora Stradaioli si racconta in un libro (edito da “Youcanprint”, in vendita a 10 euro), che si può chiedere anche all’autrice inviando una mail a illibrodigloria@gmail.com.
«Da tanto tempo mi chiedevano di raccontare la mia storia – dice –. Ho rimandato perché non mi sentivo pronta e aspettavo il momento giusto. Ora quel momento è arrivato. Il libro racconta la mia storia e le mie emozioni, ma vuole essere anche un incoraggiamento a quanti stanno soffrendo, affinché non si scoraggino e continuino a lottare».
Dopo presentazioni la prima volta a Ranchio e poi al Rotary club, sarà presentato a Bologna, il 15 marzo, all’Istituto Ciechi.