Tante famiglie alle quali è stata assegnata una casa popolare faticano anche a pagare i canoni di locazione molto bassi richiesti a chi accede all’edilizia residenziale pubblica destinata alle persone più in difficoltà. Così il Comune è stato costretto a fornire un aiuto supplementare straordinario, sotto forma di riduzioni o esoneri totali delle somme dovute. L’anno scorso sono stati destinati a questo scopo 100mila euro, che hanno permesso di sostenere in questo modo 119 nuclei assegnatari. Nei giorni scorsi, anche per il 2026 la Giunta comunale ha deciso di prevedere la stessa somma per chi versa in condizioni di disagio socio-economico particolarmente gravi.
Quando nel 2017 il Comune sottoscrisse con l’Acer di Forlì-Cesena per la gestione degli alloggi destinati alle categorie più deboli della popolazione, si stabilì che una quota fissa di 50mila euro sarebbe stata messa a disposizione dei Servizi sociali dell’Unione dei Comuni Valle del Savio per creare un Fondo sociale da cui attingere risorse per prestare soccorso abitativo, “scontando” i canoni o azzerandoli, a chi era talmente con l’acqua alla gola da non riuscire a pagare nemmeno le modeste quote di contribuzione previste a carico degli inquilini. Ma si specificò che si sarebbe potuta integrare quella cifra con un budget aggiuntivo.
Con l’aumento delle sacche di povertà di costante crescita, quel budget si sta stabilizzando a quota 100mila euro. E il rischio è che in un futuro non lontano non bastino più, perché la forbice tra chi sta bene e chi è indigente o quasi si sta allargando.
Attualmente sono circa 900 gli appartamenti erp nel comune di Cesena e ormai da tempo il sindaco Enzo Lattuca e la sua Giunta sottolineano che è necessario che da Roma si torni a investire sull’edilizia popolare, perché ci sono quasi 1.100 nuclei familiari in graduatoria per entrare in una casa popolare. Con una media annua di oltre 50 sfratti per morosità con cui devono fare i conti inquilini di abitazioni private, dato peraltro in forte crescita, la situazione rischia di diventare esplosiva.
Ma intanto anche sempre più persone che hanno ricevuto una casa popolare sono in affanno e hanno bisogno di un secondo paracadute perché non riuscirebbero a versare i modesti canoni fissati.