Cesena. Carriera bloccata da una valutazione poi annullata: 15mila euro di risarcimento all’ex poliziotto

Cesena
  • 09 febbraio 2026

Il Tar dell’Emilia-Romagna condanna il Viminale a risarcire con 15.000 euro un dirigente del Commissariato della Polizia di Cesena dal 2015 al 2017. Con un bel risparmio, però, per il ministero dell’Interno rispetto a quanto richiesto dal poliziotto ora in pensione. Il poliziotto, nel corso della sua carriera ricopre incarichi di rilievo e riceve “lusinghieri giudizi dai superiori e dalle autorità giudiziarie” con cui collabora. Nel 2015 però la sua scheda di valutazione, a seguito di osservazioni negative del questore di Forlì-Cesena registra un punteggio ridotto a 96 su 100. Un giudizio che a suo dire ne blocca la carriera, determina il trasferimento al Commissariato di Imola, una sede di minore rilevanza rispetto a Cesena, e gli preclude ogni possibilità di promozione per almeno cinque anni. Ecco dunque che contesta la valutazione negativa e il trasferimento come “arbitrari e privi di fondamento”. In effetti, poi, la valutazione negativa viene annullata dal Consiglio di Stato, ma continua a influire negativamente sugli scrutini successivi, precludendo al ricorrente ogni possibilità di avanzamento in carriera fino al pensionamento del 17 dicembre 2021, si spiega. In particolare, il poliziotto contesta che non si sia provveduto tempestivamente alla corretta rivalutazione e che non siano stati rimossi gli effetti pregiudizievoli derivanti dal giudizio negativo. Con conseguenti “perdita di chance” di avanzamento in carriera, quantificata “in via equitativa” in un danno patrimoniale di circa 209.000 euro; e “danno morale” per il discredito arrecato alla professionalità e alla dignità, “da liquidarsi in misura pari a quello patrimoniale”. Il Tribunale, dopo la camera di consiglio del 17 luglio scorso, riconosce sia il danno patrimoniale che quello morale, ma con entità di risarcimento diverse. La perdita di chance, entra nel merito la sentenza, “è da considerarsi seria e meritevole di risarcimento”, in quanto fino al 2015 il dirigente di Polizia dimostra una carriera “particolarmente brillante e prestigiosa”. La quantificazione del danno patrimoniale deve tenere conto delle differenze retributive, della breve durata residua del rapporto di lavoro e degli effetti riflessi sul trattamento pensionistico e di fine servizio. E per il Tar “appare congrua la stima di 10.000 euro”. Analoghe le argomentazioni del Tribunale per il danno morale: la valutazione negativa per l’anno 2015 comporta una “evidente lesione del prestigio personale e professionale del ricorrente, aggravata dal trasferimento, peraltro a fine carriera”, in una sede di minore rilevanza e dalla mancata attribuzione di incarichi di maggiore responsabilità. E, tenuto conto del limitato lasso temporale, viene stimato in 5.000 euro.

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