Costume, telo e crema solare restano, ma per trascorrere una giornata al fresco non è più scontato prendere la macchina in direzione della Riviera. Tra caro-vita, traffico e costi di una giornata in spiaggia, cresce l’appeal delle piscine degli agriturismi dell’entroterra.
Cesena, cambiano le usanze dei turisti: il boom delle piscine sfida il caro-mare
Boom delle piscine
All’agriturismo “I Bosconi” di Cesena, la piscina, aperta da giugno e con una capienza massima di 30 persone, durante la settimana accoglie mediamente tra le 5 e le 10 persone al giorno, mentre nel weekend arriva a riempirsi. Per l’imminente Ferragosto non c’è già più posto. Eppure, nello stesso periodo, delle cinque camere disponibili soltanto una risulta occupata. «Rispetto agli altri anni con le camere abbiamo lavorato meno e abbiamo avuto molte prenotazioni cancellate» racconta la titolare Elisa Lombardi. E questo nonostante i prezzi siano rimasti invariati rispetto alla passata stagione. A essere cambiato è anche il tipo di turismo. «Abbiamo sempre lavorato molto con i tedeschi, mentre quest’anno è arrivata soltanto una famiglia», aggiunge Lombardi.
Da Villa Naldi, agriturismo di San Carlo di Cesena, il bilancio dell’estate è più che positivo. «Da quando abbiamo aperto la piscina siamo sempre pieni, sta andando molto bene», spiega il titolare Nicola Pozzati. A riempirsi non sono soltanto lettini e ombrelloni: da settimane la struttura registra il tutto esaurito anche per i pernottamenti. «Se avessimo cinque volte i posti disponibili – dice – probabilmente riusciremmo a riempire anche quelli».
I costi
«Al mare una giornata può superare i 100 euro». Dietro al successo della piscina, secondo Pozzati, a pesare sulla scelta è sempre di più il portafoglio. «Per andare al mare bisogna considerare il tempo in macchina, il parcheggio da trovare e pagare e poi tutte le spese della giornata. Si possono superare i 100 euro. Da noi con 25 euro si può trascorrere la giornata in piscina e pranzare» sostiene Pozzati.
Il rincaro delle vacanze, infatti, non riguarda soltanto la costa romagnola, ma interessa più ampiamente il mercato turistico italiano ed europeo.
Stagione sempre più lunga
Al di là del confronto sui prezzi, è il modo stesso di vivere la Riviera a essere cambiato. I dati Istat relativi al periodo 2016-2025 mostrano una progressiva riduzione della durata dei soggiorni. Parallelamente si allunga la stagione turistica per via del clima sempre più mite: oltre il 40% dei visitatori sceglie ormai la Riviera nei mesi primaverili o autunnali, per cui maggio e settembre registrano una crescita significativa.
Il risultato è un turismo sempre meno legato alla tradizionale vacanza estiva di più giorni, mentre nell’entroterra si consolida una nuova alternativa: quella di chi, anche solo per una giornata, al viaggio verso il mare preferisce una meta più vicina, tra pranzo e qualche ora a bordo piscina.