Cesena, bimbo abbandonato accanto al bidone dei rifiuti, indagati i nonni

Svolta nelle indagini sul neonato abbandonato la notte tra il 29 e il 30 ottobre scorsi a Calisese. La Procura ha ridefinito la posizione dei nonni del piccolo: i genitori della donna di 31 anni che ha dato alla luce il bambino, per poi lasciarlo accanto a un cassonetto dei rifiuti avvolto in una coperta di lana, non sono indagati di concorso in tentato infanticidio, ma per non aver impedito il fatto.

La coppia, assistita dall’avvocato Alessandro Sintucci, avrebbe dovuto essere ascoltata a fine aprile dalla pubblico ministero Susanna Leonarduzzi. Nei giorni scorsi, tuttavia, i due hanno preferito depositare dettagliate dichiarazioni scritte per fare chiarezza sulla propria posizione e respingere l’ipotesi di aver aiutato la figlia a disfarsi del neonato. I genitori della 31enne - una donna con fragilità cognitive - hanno affrontato il nodo della gravidanza confermando di sapere che la figlia fosse incinta nonostante quest’ultima avesse sempre negato con fermezza la gravidanza, utilizzando per mesi le scuse più diverse per giustificare i cambiamenti fisici. Secondo quanto dichiarato dai coniugi, la notte del dramma i due si trovavano al piano superiore dell’abitazione, del tutto ignari di quanto stesse accadendo. La figlia, invece, era in cantina, dove ha dato alla luce il piccolo in totale solitudine. Poco dopo, la 31enne è risalita in casa completamente coperta di sangue. A quel punto, avrebbero riconosciuto immediatamente i segni del parto e terrorizzati per le condizioni della figlia che accusava una forte emorragia, i genitori si sono concentrati esclusivamente sulla sua salute. La coppia ha spiegato di aver dato per scontato che il neonato fosse al sicuro. Inizialmente, infatti, gli inquirenti avevano ipotizzato che i genitori avessero aiutato la 31enne a ripulire la casa dai segni del parto o a trasportare il neonato all’esterno.

Mentre la madre è indagata per tentato infanticidio (la 31enne è difesa dall’avvocata Carlotta Mattei), la posizione dei suoi genitori resta ora al vaglio della magistratura. Sarà compito della pm Leonarduzzi valutare l’attendibilità delle dichiarazioni scritte fornite dai nonni e stabilire se la loro versione dei fatti sia credibile o se vi siano gli estremi per procedere con l’accusa di non aver impedito l’abbandono del minore.

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