Cesena, benedizione del Savio e comitato unitario per gli alluvionati

Cesena
  • 17 maggio 2026

A tre anni dall’alluvione del maggio 2023, Cesena torna a parlare del fiume Savio. Venerdì sera, nella parrocchia di San Rocco, il Comitato alluvionati e franati di Cesena e Valle del Savio ha organizzato un incontro commemorativo. La serata si è aperta alle 20.15 con la benedizione del fiume Savio, celebrata da don Paolo e prevista anche al termine delle messe dei prossimi giorni. Durante la funzione è stato evocato il Salmo 69, come preghiera di salvezza “dalle acque che travolgono”, parole che oggi assumono un significato particolarmente forte per chi ha vissuto quei giorni.

Nasce una rete regionale

Accanto al momento commemorativo, il Comitato - istituito nell’ottobre 2023 e che oggi conta circa 460 iscritti - ha presentato le novità più rilevanti, tra cui la nascita di una nuova associazione regionale, con l’obiettivo di riunire i comitati di tutta l’Emilia-Romagna, circa 60-70, cresciuti soprattutto dopo l’introduzione del nuovo Pai (Piano stralcio di Bacino per l’assetto idrogeologico). «Da soli non contiamo più nulla – affermano il presidente Mauro Mazzotti, il vicepresidente Marco Raffaele, e Vincenzo Mastropasqua, alluvionato e membro attivo del comitato –. È necessario entrare nelle istituzioni senza bussare. Solo una struttura unitaria, può dialogare con forza e incidere davvero sulle decisioni» .

Sicurezza ancora lontana

Dal punto di vista operativo, le notizie sul fiume Savio non rassicurano del tutto. I lavori tra Ponte Nuovo e Ponte Vecchio dovrebbero partire a metà giugno, mentre per l’innalzamento degli argini si parla addirittura del 2027. Una tempistica che lascia molti cittadini con un senso di insicurezza ancora forte. A livello regionale, sono previste 98 vasche di espansione per un investimento complessivo di circa 6 miliardi di euro, ma a Cesena ne sono previste 12 e solo una a Borello è già stata realizzata, e un’altra è in fase di ultimazione. Secondo il Comitato, il problema è anche progettuale: manca una visione complessiva del fiume, dalla sorgente alla foce. Inoltre, il Savio è considerato fiume di “prima categoria” solo fino a Mercato Saraceno, limitando così gli interventi strutturali.

Il “protocollo unico”

Tra gli interventi, quello di Mastropasqua, che ha posto l’attenzione sulla gestione del post-emergenza. La proposta è quella di un protocollo unico nazionale su base regionale, che renda più chiari e veloci i processi. Tra i punti principali risulta una sorta di “triage del danno”, per stabilire priorità negli interventi, una formazione specifica per i periti e una piattaforma unica per coordinare tutto

Avvisi e responsabilità

Uno dei punti più sentiti resta quello dell’allerta. Nel 2023, ricordano i membri del Comitato, nessuno fu avvisato e oltre 10.000 auto furono alluvionate senza preavviso. Oggi le sirene di allerta (installate in corrispondenza del Ponte Vecchio e vicino al Campus universitario, a Martorano, Ronta e San Martino in Fiume, ieri è stato eseguito il test per segnalare pericoli di esondazione), rappresentano un passo avanti, ma restano interrogativi sulla gestione passata. Anche il tema delle risorse è al centro della critica, perché secondo il Comitato, i fondi raccolti grazie all’emergenza non sempre sarebbero stati utilizzati per le priorità dei territori colpiti.

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