Cesena, azienda metalmeccanica in crisi: a rischio 30 posti di lavoro, l’impresa diserta l’incontro in Comune, reazioni dure

Allarme rosso dei sindacati e dichiarazioni preoccupate dell’amministrazione comunale per una crisi aziendale che va avanti da tre anni, ma che potrebbe essere sul punto di esplodere irreparabilmente. È quella della società “Flash Control Srl”, realtà metalmeccanica del territorio cesenate, in cui sono attualmente occupati circa 30 lavoratori, tra operai (circa due terzi) e impiegati e impiegate.

Un brutto campanello d’allarme è suonato ieri mattina, quando al tavolo comunale di salvaguardia occupazionale convocato dal sindaco Enzo Lattuca per fare il punto sulla situazione si sono presentati i rappreentanti dei sindacati Fim Cisl Romagna, Fiom Cgil Forlì-Cesena e Uil-Uilm Cesena, ma non quelli dell’impresa.

Il primo cittadino e l’assessore allo Sviluppo economico, Lorenzo Plumari, non nascondono i loro timori di una «possibile irreversibile crisi» e giudicano «grave» l’assenza dei datori di lavoro, «perché impedisce di avere risposte chiare e aggiornate sul futuro dell’impresa e sulle prospettive occupazionali. Esprimiamo disapprovazione per quanto accaduto – aggiungono – e per l’incertezza che rischia di ricadere su oltre 30 dipendenti, che hanno diritto a conoscere la situazione reale dell’azienda e a ricevere informazioni trasparenti sul proprio futuro. È per noi indispensabile che tutte le istituzioni continuino a mantenere alta l’attenzione sulla vicenda, affinché si possa arrivare con urgenza a un confronto concreto con l’impresa per individuare ogni possibile soluzione a tutela dell’occupazione. I lavoratori non possono essere lasciati soli di fronte all’incertezza. L’impresa si assuma la responsabilità dare informazioni tempestive e trasparenti».

Oltre al ritardo nel versamento degli stipendi, i sindacati denunciano «inottemperanze e applicazione arbitraria di altri istituti contrattuali quali, la banca delle ore, la trasferta e l’elemento perequativo, le cui mancate applicazioni privano le lavoratrici e i lavoratori di importati quote di salario». Sono gli effetti di una prolungata crisi che ritengono dovuta a «aspetti gestionali dell’economia aziendale che sono stati amministrati con modalità quanto meno discutibili e i cui effetti sembrerebbero giunti ai loro esiti ultimi».

Ora verrà convocata al più presto un’assemblea sindacale coi lavoratori e le lavoratrici della “Flash Control” per decidere il da farsi. Quello che sconcerta è che l’azienda della famiglia Rinaldi, specializzata in interventi termici, gode di buona fama sotto l’aspetto produttivo e a quando pare il lavoro non manca. È addirittura in una fase di trasferimento della propria sede operativa (quella legale è a Roma), in via Madonna dello Schioppo.

I sindacati fanno notare che gli occupati «hanno continuato a lavorare con ammirevole senso di appartenenza, lealtà e buona fede, spesso in condizioni generali di salute e sicurezza estremamente disagiate, quando non di reale pericolo per la loro incolumità, a causa della vacuità dell’efficacia dell’organizzazione del lavoro di cui l’azienda era ed è responsabile».

Quanto alle prospettive, Fim, Fiom e Uilm avvertono che «vigileranno affinché nulla venga lasciato d’intentato, in un’ottica di tutela di lavoratrici e lavoratori, posti di lavoro e nel caso fosse necessario fruizione di ammortizzatori e protezioni sociali».

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