Era purtroppo nell’aria, ma è arrivato prima del previsto il requiem per l’azienda metalmeccanica “Flash Control”. I sindacati hanno appena appreso che è stata attivata la procedura di liquidazione, a quanto pare con un’aggravante: dalle prime informazioni raccolte, su cui domani il curatore fallimentare, prontamente contattato dai rappresentanti sindacali di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm, dovrebbe fare chiarezza, non è stato neppure previsto l’esercizio provvisorio. Che significa che l’attività rischia di cessare immediatamente, senza potere neppure portare a compimento il lavoro programmato, che non è poco, visto che le commesse non mancavano. Uno scenario del genere darebbe un altro colpo ai circa 30 occupati, perché si congelerebbero i pagamenti degli stipendi (sia quelli calendarizzati in prossimamente, sia quelli arretrati) e si entrerebbe nel luogo e incerto tunnel delle richieste delle spettanze nell’ambito della procedura di liquidazione, insieme ad altri creditori della ditta.
A questo punto, la prospettiva cambia completamente, e pure la lotta da portare avanti in difesa dei diritti dei lavoratori di questa realtà specializzata in interventi termici. Per la mattinata di domani era già stato organizzato un presidio dei dipendenti davanti alla sede aziendale in via Madonna dello Schioppo 415 (la base operativa è invece a Case Finali). Alla luce degli ultimi sviluppi, questo momento di protesta e rivendicazione, che si terrà dalle ore 8 alle 12, abbinato a uno sciopero di 8 ore, è più che necessario e urgente. Ma, al di là della richiesta che l’azienda versi i soldi dovuti ai dipendenti, i punti principali della mobilitazione saranno la sollecitazione a usare ogni ammortizzatore sociale possibile per attenuare l’impatto pesante che la crisi minaccia di avere sulle vite dei lavoratori e la richiesta di attivare intanto l’esercizio provvisorio, fondamentale per dare un minimo di respiro.