Cesena, autovelox di via Cervese: il giudice approva due ricorsi

Cesena

Omologazione e approvazione non si equivalgono. Quando ancora non sono state depositate le motivazioni ufficiali, sembrerebbe comunque questo il principio seguito dal giudice di pace di Forlì per sancire la vittoria di due ricorsi presentati dall’Auto moto club Romagna contro la Polizia locale di Cesena e la Prefettura di Forlì-Cesena. La materia del contendere era l’autovelox collocato sulla via Cervese tra le frazioni di Calabrina e Pioppa.

Due ricorsi

La prima istanza avanzata dall’Auto moto club Romagna pretendeva la revoca di un verbale redatto dalla Polizia locale di Cesena in seguito a una contravvenzione recapitata a un automobilista immortalato dall’autovelox.

La seconda contestava un’ordinanza emessa dalla Prefettura di Forlì-Cesena. Anche in questo caso, la Polizia locale di Cesena aveva prodotto un verbale che ha portato la parte ricorrente a rivolgersi, in prima battuta, alla Prefettura per richiederne il ritiro. Secondo quanto raccontato dall’avvocato dell’Auto moto club Romagna, Giuliano Lelli Mami, la Prefettura avrebbe rigettato la richiesta, costringendo il proponente a ricorrere davanti al giudice di pace di Forlì.

Multe annullate prima del Decreto

«Da quello che abbiamo arguito nell’ambito dell’udienza e dalla lettura della sentenza, di cui ancora non possediamo il testo integrale – ha precisato l’avvocato Lelli Mami –, il motivo principe dell’accoglimento dei ricorsi sarebbe la mancanza dell’omologazione dell’apparecchio di via Cervese». In sostanza, il giudice di pace avrebbe seguito il principio originario per cui «omologazione e approvazione non sono istituti equipollenti – ha detto –. In sintonia con la giurisprudenza della Suprema Corte e dei giudici di merito».

Un orientamento che, quindi, non riconosce l’equiparazione, invece, prevista nel decreto Salvini, entrato in vigore a luglio. «Le multe – ha spiegato Lelli Mami – sono state cancellate prima dell’entrata in vigore del decreto Salvini. Esistono già delle sentenze che confermano che non ci sia differenza fra il fatto che il verbale o l’ordinanza siano stati elevati prima o dopo il decreto Salvini. Evidenziano, dunque, – ha chiarito – che il decreto Salvini non ha valore retroattivo. E non potrà mai prevalere su una legge sovraordinata come il Codice della Strada».

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui