Cesena, assemblea Cac: bilancio solido per il colosso sementiero e cambio alla presidenza dopo 18 anni

Cesena
  • 11 maggio 2026

I soci della Cac, cooperativa agricola cesenate con 78 anni di vita, leader mondiale del settore sementiero, che associa più di 2.200 aziende in otto regioni, si sono riuniti ieri in assemblea. Davanti a 900 persone, il consiglio di amministrazione è stato rinnovato con sei nuove entrate per fine mandato: Daniele Bassotti, Paolo Bergamini, Giuseppe Liberatore, Simone Montebelli, Chiara Morsiani, Cesare Panieri. Dopo 18 anni, il presidente Giovanni Piersanti lascia una realtà solida e all’avanguardia nelle mani di un successore che verrà individuato dal nuovo cda.

Nel suo intervento Piersanti non ha nascosto «ansia per quello che sta accadendo nel mondo», evidenziando che «tutto avremmo pensato meno che con l’evoluzione dell’intelligenza artificiale si sarebbe verificato un calo drastico dell’intelligenza e della sensibilità umana». Poi ha riportato le parole di suo padre, «che in famiglia ricordava come solo in tempi di pace avevamo avuto la possibilità di acquistare la terra su cui ancora oggi lavoriamo». Toccante il congedo: «Cac è diventata la mia vita e questi 18 anni sono volati: abbiamo fatto investimenti importanti e scelte coraggiose ma assennate, sempre nell’ottica di una crescita aziendale solida, nel segno di responsabilità e innovazione». Chiare le missioni lasciate in eredità dallo storico presidente, convinto del valore della intergenerazionalità: «Non perdere mai di vista la solidarietà e lasciare un’azienda migliore di come l’abbiamo trovata».

Il percorso di crescita dovrà passare anche attraverso una «particolare attenzione ai temi della sostenibilità ambientale, economica e sociale». Una visione sottolineata anche dagli interventi del sindaco Enzo Lattuca, della consigliera regionale Francesca Lucchi e di Sara Guidelli, direttrice generale Legacoop Agroalimentare.

Nonostante un andamento stagionale particolarmente difficoltoso segnato dalle instabilità climatiche, il bilancio 2025 si è chiuso con un fatturato ha superato i 50 milioni di euro e la liquidazione in campagna ha sfiorato 30 milioni. Il fatturato consolidato dell’intero Gruppo è di oltre 96 milioni. Come ha sottolineato il responsabile amministrativo Davide Crociati, la cooperativa ha inoltre chiuso il ciclo di investimenti del triennio 2023-2025, pari a 30 milioni di euro.

L’inaugurazione del servizio di ristorazione aziendale, completamente a carico di Cac e frequentato da oltre il 70% dei dipendenti, il riallineamento degli orari di lavoro per permettere una migliore conciliazione vita privata e professionale, il rafforzamento del contratto integrativo aziendale sono state novità che hanno migliorato la qualità del lavoro.

Paolo Lucchi, presidente di Legacoop Romagna, ha rimarcato la capacità di Cac di «affrontare le sfide di questi anni, a livello tecnologico, dirigenziale e lavorativo» e ha ricordato i cardini cooperativi: «Tutelare i soci e il loro reddito, favorire la solidarietà, responsabilizzare i dirigenti». Ha inoltre definito Piersanti «un grande presidente, che lascia una preziosa eredità da custodire».

L’assemblea si è conclusa con il tradizionale pranzo sociale.

Franco ma fiducioso il commento finale di Piersanti: «Gli anni passati sono stati difficoltosi e, dato il contesto geopolitico e climatico, non possiamo prevedere cosa succederà nei prossimi. Di un fattore però siamo sicuri: in campagna, storicamente, il futuro non è mai certo; l’unica vera certezza è arrivare preparati».

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