Cesena si conferma un territorio pieno di sorprese dal punto di vista archeologico. Lo confermano le nuove scoperte emerse dagli scavi condotti dalla Soprintendenza nel mega cantiere denominato “Montefiore 2”, a ridosso dell’abitato di Case Frini, lungo le vie Assano e Madonnina. In quell’area di 11 ettari, di proprietà per l’84% di Cia-Conad, si prevede un altro polo con punti vendita, attività terziarie e uffici ma anche la realizzazione di una Rsa per anziani che si svilupperà su tre piani. Ma in queste settimane gli archeologi della ditta “Ad Arte” di Rimini, su commissione della Soprintendenza, stanno riportando in luce resti di età romana ed età del ferro. In particolare, sono venuti alla luce resti residenziali di età romana, ceramiche di tutte le epoche, una monetina tardo antica, tre sepolture a fossa e numerose evidenze dell’età del ferro.
«Le indagini preventive svolte con trincee su l’intera area hanno permesso di svolgere le indagini archeologiche dove erano venuti fuori esiti positivi - spiega l’ispettrice della Soprintendenza, Romina Pirraglia - per cui stiamo lavorando sulle opere di urbanizzazione del cantiere, a un’altezza di circa un metro e mezzo rispetto al piano della campagna. I resti sono molto affioranti e molto intaccati dalle arature che si sono susseguite negli anni. Abbiamo trovato ceramica di tutte le età, dalla rinascimentale a quella della nonna, ma in particolare sono evidenti due fasi: una romana e una dell’età del ferro, in continuità con quanto era stato trovato in passato al “Montefiore”».
Le indagini preventive - specifica la stessa Pirraglia - hanno permesso di rispettare le tempistiche di cantiere, ma soprattutto stanno permettendo agli archeologi di scavare in punti precisi. Sono venuti fuori in questo modo resti di strutture residenziali romane, fondazioni con laterizi e un canale irriguo a reticolo, ceramica di ogni età romana, una piccola moneta di età tardo antica, che «confermano una continuità in epoca romana - riferisce l’ispettrice - Abbiamo trovato anche tre sepolture in fosse terragne, due di bambini e una di un adulto, che forse per quota e struttura sono di epoca romana, ma sono senza corredo e le ossa sono molto rovinate. Molto interessanti le evidenze dell’età del ferro, con numerose buche di scarico di materiale, frammenti ceramici ad impasto, pesi da telaio, fusaiole e vasetti miniaturistici. Ora stiamo cercando attestazioni più legate all’abitato. Si tratta di uno scavo interessante, con evidenze gestibili, sulle quali sono già stati fatti i rilievi e che stiamo documentando. Il territorio cesenate ci riserva sempre molte sorprese dal punto di vista archeologico, anche in quelle aree che sappiamo essere ad alto rischio di probabile scoperta di reperti, come in questo caso», conclude Pirraglia.