Un gruppo di abitanti di Pievesestina, Provezza e San Cristoforo chiede a gran voce «piste ciclabili e maggiore sicurezza per chi si sposta in bicicletta». L’appello rivolto al sindaco, forte e chiaro, è semplice: «Chi non possiede un’automobile non può essere costretto a rischiare la propria vita per andare al lavoro». La mobilità ciclabile in quelle zone è una concreta possibilità, ancor più con la diffusione delle e-bike, per dirigersi in centro in modo ecologico. Ed è anche una necessità alla luce del fatto che in luoghi come Provezza non passano bus e anche a San Cristoforo le corse sono limitate. Ma «l’assenza di piste ciclabili e la scarsa illuminazione di alcune strade - denunciano i residenti - rendono molto rischiosi gli spostamenti in bicicletta, soprattutto nelle ore notturne». Eppure - proseguono - in quelle tre frazioni «vivono molte persone che non possiedono un’auto e ogni giorno devono comunque raggiungere il proprio posto di lavoro, a volte in aziende con turni che iniziano o terminano durante la notte». Per loro la bici, soprattutto se elettrica, sarebbe una valida soluzione, ma «il percorso è particolarmente pericoloso, perché si è costretti a percorrere strade prive di piste ciclabili, spesso poco illuminate, mentre le auto transitano a velocità elevate». Poi c’è anche chi non ha alternative e «non si può chiedere a una persona che deve andare a lavorare alle cinque del mattino, o rientrare a casa durante la notte, di scegliere tra rinunciare al lavoro o mettere a rischio la propria sicurezza». C’è una comprensibile paura: «Dopo aver visto e saputo di diverse persone investite mentre si trovavano in bicicletta, percorrere quelle strade di notte diventa motivo di grande preoccupazione». La sintesi del ragionamento è presto fatta: «La bicicletta dovrebbe essere un mezzo di trasporto sostenibile, economico e accessibile a tutti. Ma per poterla utilizzare realmente, devono esserci condizioni minime di sicurezza».
Queste le ragioni dell’appello rivolto all’amministrazione comunale, «affinché venga prestata maggiore attenzione alla situazione di Pievesestina, Provezza e San Cristoforo e vengano valutati interventi concreti, come la realizzazione di collegamenti ciclabili sicuri, un miglioramento dell’illuminazione stradale e misure per ridurre la velocità dei veicoli nei tratti più pericolosi. Non si tratta soltanto di incentivare la mobilità sostenibile. Si tratta di garantire a tutti il diritto di poter andare al lavoro e tornare a casa in sicurezza, anche quando non si possiede un’auto».