Cesena, aneddoti e racconti su anni di lavoro al Bufalini: ex medici danno vita a un libro

Cesena

Resteremo con il dubbio, ma se Shonda Rhimes o Bill Lawrence, rispettivamente registi e creatori di Grey’s Anatomy e Scrubs, avessero letto il libro non avrebbero avuto difficoltà a ricavarne delle sceneggiature. Più o meno esilaranti. Certamente inedite.

È quanto lascia intendere la chirurgica operazione letteraria di un gruppo di medici e infermieri del cesenate. Non siamo nell’avanzatissimo e modernissimo Grey Sloan Memorial Hospital di Seattle o nel caotico Sacred Heart di Los Angeles. Lo sfondo sono i corridoi, le stanze e le sale operatorie del più umile ospedale Bufalini di Cesena.

Aneddoti dei medici

Punto di riferimento per la sanità della Romagna intera, ma soprattutto «luogo centrale della nostra vita lavorativa per quarant’anni», chiarisce subito Gianni Buriani, a lungo in prima linea al pronto soccorso e poi storico medico legale all’obitorio. Nonché oggi coautore insieme agli ex colleghi Angelo Miano, Giovanni Gentili, Ronaldo Bertozzi e l’Innominato di “Quei de Bufalini i raconta. Antologia di racconti minimi dall’ospedale Bufalini e non solo”, pubblicazione edita da “Ponte Vecchio”.

Una narrazione di episodi realmente accaduti raccontati con l’impareggiabile dovizia di particolare di chi li ha visti con i propri occhi; subiti e spesso apprezzati. In un arco temporale che va dall’inizio degli anni Ottanta alla fine dei Novanta.

Idea nata durante un pranzo

Tra aneddoti divertenti; interventi; visite e scambi di battute fra loro e con i pazienti rimasti impressi nelle loro memorie. Che hanno reso un lavoro parte integrante delle rispettive vite. Fino a diventare l’anello di congiunzione fra il prima e il dopo. «L’idea è nata in uno dei nostri abituali pranzi alla trattoria “Pitto” di ponte Nuovo. Dove, noi ex medici e infermieri, ci ritroviamo una volta al mese – riporta Buriani –. Non facciamo altro che ripercorrere episodi del nostro passato al Bufalini. Finché ognuno di noi ha cominciato a mettere su carta i propri ricordi. E a forza di rivangare il passato, una volta raccolti tutti i lavori, sono uscite 200 pagine (ride ndr.)».

Cardiologi, otorini, dentisti, fisiatri, internisti, medici d’urgenza, oculisti, geriatri. Ma anche infermieri e tutto lo scibile sanitario. Tra gli autori nessuno si è tirato indietro. Compare persino l’Innominato. E in letteratura è sinonimo di garanzia.

La vita quotidiana in ospedale

«Il libro nasce per raccontare gli aspetti della vita ospedaliera che si aprono alla sorpresa di atteggiamenti da commedia, alle divertite ironie di una farsa cui tutti gli “attori”, medici, tecnici, assistenti, pazienti e visitatori, finiscono per dare il loro contributo – afferma, al momento del lancio del testo sul mercato, l’amministratore della società editrice “Ponte Vecchio” Marzio Casalini –. Si tratti di vecchietti aperti a una indomita e insoddisfatta protesta – descrive –, o di campioni della buona medicina d’un colpo bloccati da una evenienza che incomprensibilmente non sanno risolvere. O di sapienti professionisti, sicuri del loro freddo autocontrollo, fulminati dalla vertiginosa bellezza di una giovane collega. Oppure da una paziente che sul lettino di una visita professorale non teme di mostrarsi per intero nelle seducenti rotondità di una femmina in fiore».

Differenze passato-presente

Risate assicurate, ma senza tralasciare le pagine di memoria più profonda. «Mi sono permesso – aggiunge Buriani – di inserire una dedica personale al più duraturo dei direttori sanitari dell’ospedale Bufalini, rimasto in carica oltre vent’anni: mio padre Gianfranco».

Un salto nel passato che, però, porta con sé qualche rammarico per il presente. Celato, forse, dietro una velata nostalgia. «Con questa idea abbiamo provato a riavvicinare i cesenati al vecchio Bufalini – svela l’ex medico –. Quello che per noi era una grande famiglia dove si poteva litigare, ma si stava bene. E questo lo percepiva anche la comunità. Oggi – dichiara senza timore Buriani – è diventata una asettica tecnocrazia».

L’ospedale non è mai un luogo piacevole, ma il successo di Grey’s Anatomy e Scrubs è indiscutibile. E da “best series” a “best seller” il passo è breve.

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