Sbiadiscono poco a poco i ricordi terribili dell’alluvione del maggio 2023, ma non per tutti. Ci sono ancora 13 famiglie che hanno dovuto lasciare la loro casa principale, resa inabitabile da quel disastro, e che non sono ancora potute rientrare, continuando a percepire i contributi di autonoma sistemazione messi a disposizione di chi si è arrangiato da solo a trovare un alloggio alternativo. Il 2026 si è aperto con una previsione di spesa di 16.600 euro per gli ultimi due mesi dell’anno precedente a sostegno di questi nuclei, che rappresentano il 3,3% residuo di tutti quelli le cui domande sono state accolte da quando è stata varata questa misura, denominata in sigla Cas. Se ne fa carico il Comune, ma solo temporaneamente perché poi fa partire richieste di rimborso di pari importo alla Protezione civile regionale e nazionale. Insomma, è solo un anticipo, ma a distanza di quasi tre anni continua a essere un onere non trascurabile, anche se in costante calo.
I Cas chiesti, concessi, rimasti
Dopo l’alluvione, sono state 434 le famiglie sfollate che hanno fatto domanda per ottenere i Cas. Gran parte di quelle richieste sono risultate in regola rispetto ai requisiti richiesti per accedervi e sono state quindi accolte. Solo 48 sono state bocciate. Le altre, col tempo, sono venute meno, perché le case abbandonate sono state sistemate ed è stato possibile farci ritorno. Ma non in 13 casi, che sono quelli più “incancreniti”, per i quali l’esodo prosegue.
Aiuto giunto agli sgoccioli
Il problema è che questa forma di aiuto è ormai agli sgoccioli. L’ordinanza del commissario straordinario per l’alluvione che consente di fruire dei Cas. Scadrà infatti il prossimo 30 aprile. Non è detto che, come è già avvenuto in passato, non possa arrivare una proroga. Però i beneficiari dei contributi sono comprensibilmente in apprensione, perché attraverso quel canale è diventata sopportabile, almeno dal punto di vista economica, una situazione che altrimenti sarebbe stata pesante, e per qualcuno non sostenibile.
In base al numero di persone, vengono percepiti ogni mese dai 400 euro (in caso di single) fino a 900 (per i nuclei familiari di cinque o più persone). Sono inoltre previsti ulteriori 200 euro in caso di presenza di anziani o disabili per ogni componente che faccia parte di queste due categorie fragili.