Cesena. Amadori, le sorelle tornano nella stanza dei bottoni

Cesena
  • 23 gennaio 2026

Patrizia e Loretta Amadori rientrano nella stanza dei bottoni. Il tribunale di Bologna - come riporta il Corriere della Sera - ha stabilito che le due sorelle devono tornare azioniste dirette della holding che controlla il colosso avicolo di famiglia, smantellando lo schermo societario creato nel 2021 dai fratelli Denis e Flavio.

La sentenza tocca gli equilibri di una delle principali aziende agroalimentari italiane: oltre 9.300 dipendenti e 1,7 miliardi di ricavi. La proprietà è divisa tra i discendenti dei fondatori Arnaldo (23%) e Francesco (77%). Ed è proprio su quest’ultima quota che si è consumato lo scontro familiare.

La mossa a sorpresa del 2021

Fino al 2021 la cassaforte Francesco era partecipata direttamente dai quattro figli del 94enne Francesco Amadori: Denis e Flavio in maggioranza (54%), Patrizia e Loretta con il 23% ciascuna. Quando i fratelli decisero di semplificare la struttura societaria fondendo una holding intermedia, sembrava che Patrizia e Loretta sarebbero diventate socie al 46% della diretta controllante di Amadori.

Invece, all’insaputa delle sorelle, Denis e Flavio conferirono il 77% del gruppo a una nuova sub-holding - Finama Holding - controllata al 100% dalla cassaforte Francesco, ricostruendo di fatto uno schermo tra la famiglia e l’azienda.

La scoperta dai giornali

Loretta e Patrizia scoprirono il nuovo assetto solo nel 2022 leggendo i giornali. Assistite dall’avvocato Roberto Nevoni, hanno impugnato la delibera ritenendo lesi i loro diritti di socie di minoranza. La differenza, secondo la loro tesi, è sostanziale: essere azioniste dirette della holding che controlla Amadori significa poter vigilare sulla gestione dei fratelli amministratori e sulle operazioni straordinarie. Essere socie di una “scatola vuota” più lontana dal gruppo no.

Il tribunale ha dato loro ragione. Salvo impugnazione, il 77% di Amadori tornerà sotto la cassaforte Francesco, ripristinando la supervisione diretta di Patrizia e Loretta.

La Francesco Spa impugna la sentenza

Così la Francesco S.p.A. in una nota: “Francesco S.p.A. ha preso atto delle motivazioni della sentenza del Tribunale di Bologna, con le quali i Giudici hanno ritenuto di accogliere parzialmente le richieste avanzate da Loretta e Patrizia Amadori nei confronti della società e di Finama Holding S.r.l.. È d’altra parte importante sottolineare la linearità dei comportamenti adottati dal consiglio di amministrazione di Francesco S.p.A., del tutto coerenti con l’architettura societaria del Gruppo Amadori, imperniata sul sistema delle holding di partecipazioni societarie. Nessuna prevaricazione da parte del consiglio di Amministrazione di Francesco Spa appare configurabile ed è avvenuta nei confronti di Patrizia e Loretta Amadori, le quali hanno mantenuto immutate le proprie quote in Amadori S.p.A. senza vedere compromessi in alcun modo i propri diritti e le proprie prerogative; potendo, anche se sempre via mediata e in coerenza con il sistema delle holding di partecipazione societarie, vigilare sulla corretta gestione della medesima partecipazione che sta portando, tra l’altro, soddisfazione per tutti gli azionisti grazie a una strategia chiara e coerente. Francesco S.p.A. attuerà nelle prossime ore tutte le iniziative dirette a fare piena luce sugli aspetti esaminati dalla sentenza, compresa la non rinviabile impugnazione della stessa avanti la Corte d’Appello, nell’interesse precipuo di tutti i suoi soci e dell’interesse sociale proprio e del Gruppo Amadori”.

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