Cesena, alluvione choc in Nepal: legame speciale con la città dal 2015, aiuti attivati dai volontari di “Apeiron”

Con un bilancio che si fa più drammatico di ora in ora, che al momento parla di quasi 700 morti, oltre 3.000 dispersi e quasi altrettanti feriti, la comunità cesenate sente in modo particolare il dramma del disastro in Nepal, Paese himalayano con cui ha un legame speciale, grazie all’associazione “Apeiron”. E proprio attraverso quel canale tanti si stanno attivando in questi giorni per dare una mano alla gente devastata dagli effetti che il distacco di una gigantesca sezione di roccia e ghiaccio dalla cima di una montagna alta 7.000 metri ha avuto su una fascia di territorio di 72 chilometri lungo i fiumi Lhende Khola, Bhotekoshi e Trishuli.

A ridosso del Tibet, sono luoghi geograficamente lontani da Cesena, ma la distanza si accorcia perché qui vivono la cooperante Barbara Monachesi, che da una ventina di anni è un punto di riferimento di “Apeiron”, realtà impegnata a sostegno del popolo nepalese, a partire dalle donne, e un gruppo di altre volontarie molto attive, che include sua sorella Michela. Quell’impegno ebbe anche un riconoscimento istituzionale nel 2015, quando in occasione di un tremendo terremoto in quello stesso Paese, i consiglieri comunali in modo bipartisan e la Giunta decisero di donare un gettone di presenza per supportare gli aiuti portati da “Apeiron” alla popolazione colpita, raccogliendo 2.000 euro.

Dopo avere vissuto a lungo in Nepal, dove approdò dopo la laurea in Giurisprudenza ed esperienze anche nelle file del gruppo cesenate di Amnesty International e dove ha costruito anche la propria famiglia, Barbara Monachesi abita oggi a Cesena. E qui, con la squadra di “Apeiron”, sta sviluppando progetti di emancipazione e aiuto rivolti soprattutto alle donne immigrate in città. Però un pezzo grande del suo cuore resta là, sulle vette dell’Himalaya, che ha fatto conoscere e amare anche a tanti altri cesenati, incoraggiando anche viaggi là. Così, proprio di recente, è stata in missione là per più di un mese, facendo rientro a inizio luglio.

Gli aiuti di “Apeiron”

Ora il pensiero suo e di tutte le attiviste di “Apeiron” è concentrato su quanto è successo pochi giorni fa e lanciano un accorato appello: «Molti dei luoghi oggi colpiti li conosciamo bene - afferma Michela Monachesi - Dopo il terremoto del 2015, “Apeiron” è stata in prima linea nella risposta all’emergenza e, negli anni successivi, nel lungo percorso di ricostruzione. Abbiamo lavorato accanto alle comunità, sostenendo famiglie, donne e bambini e accompagnandoli nella ripresa. Anche oggi vogliamo esserci. In queste ore siamo in contatto con la nostra rete in Nepal e stiamo verificando le condizioni delle persone con cui collaboriamo e delle comunità che conosciamo, raccogliendo informazioni sui bisogni che stanno emergendo. Sappiamo che gli interventi di emergenza devono essere coordinati e che, in questa prima fase, sono già al lavoro le istituzioni locali e organizzazioni specializzate. Per questo stiamo ascoltando e coordinandoci con chi è sul campo, per indirizzare il nostro intervento dove potrà essere realmente più utile. Abbiamo quindi deciso di aprire una raccolta fondi dedicata all’emergenza in Nepal. I fondi raccolti ci permetteranno di intervenire, insieme alla nostra rete locale, sui bisogni che verranno individuati di volta in volta come prioritari. Potranno trasformarsi in beni di prima necessità e sostegno diretto alle famiglie, ma anche in spazi sicuri e servizi di protezione per donne e bambini, supporto psicosociale, interventi per le comunità colpite e sostegno alle organizzazioni locali già impegnate sul territorio. E non vogliamo fermarci alla prima emergenza. Come abbiamo imparato dopo il terremoto del 2015, quando l’emergenza scompare dalle notizie, i bisogni delle persone e delle comunità restano. Per questo vogliamo poter contribuire anche alle fasi successive: alla ripresa, alla ricostruzione e al ritorno a una vita sicura e dignitosa».

Chiunque può contribuire agli aiuti con una donazione, indicando nella causale “Emergenza Nepal”, collegandosi online al sito web di “Apeiron Odv”.

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