Cesena, alluvionata morsa da un cane nel B&B: risarcita con oltre 10mila euro

Cesena
  • 21 luglio 2026

Una vicenda surreale, nata nei giorni drammatici dell’alluvione che ha colpito la Romagna nel maggio 2023, si è conclusa nelle aule del Tribunale civile di Forlì. Nei giorni scorsi la giudice Donatella Draetta ha condannato in solido i gestori di una struttura ricettiva di Cesena a risarcire con oltre 10mila euro una cliente che era stata azzannata al polpaccio da un cane di razza Lagotto Romagnolo.

La vittima della vicenda, un’artigiana di 52 anni, era stata costretta ad abbandonare precipitosamente la propria abitazione a causa delle esondazioni. Insieme al compagno e al figlio aveva trovato rifugio temporaneo in un bed&breakfast. Il 22 maggio 2023, proprio mentre stava lasciando la struttura dopo il soggiorno d’emergenza, si è consumato l’incidente.

L’aggressione e le ferite

Mentre seguiva i titolari verso l’uscita posteriore della proprietà, la donna è stata improvvisamente aggredita dall’animale, che era legato a una catena eccessivamente lunga. Il cane l’ha azzannata alla gamba sinistra, causandole profonde ferite lacerocontuse con lesione muscolare e una copiosa emorragia. Trasportata d’urgenza al Pronto soccorso dell’ospedale Bufalini di Cesena, ha affrontato un percorso di cure di quasi due mesi, riportando postumi permanenti sia di natura estetica (cicatrici) che psicologica, sotto forma di stati d’ansia e timore da evitamento.

Il duello giudiziario

In sede di giudizio, i proprietari della struttura hanno tentato di sollevarsi da ogni responsabilità invocando il principio di autoresponsabilità della cliente. Secondo la difesa, l’ospite era stata esplicitamente avvertita di non accedere alla zona privata del giardino, adibita a ospitare il cane da guardia. Inoltre, era stata eccepita la carenza di legittimazione passiva della moglie del titolare, indicando il marito come unico proprietario del quadrupede.

Il Tribunale ha però respinto questa linea. Ai sensi dell’articolo 2.052 del Codice civile, la responsabilità grava sul custode dell’animale, ovvero chi ne ha il controllo e la gestione quotidiana: la co-gestrice del B&B non solo condivideva la custodia della casa, ma era anche l’intestataria della polizza assicurativa del cane. La giudice ha inoltre evidenziato che l’area non era in alcun modo sbarrata né presentava cartelli di pericolo. L’evento è peraltro avvenuto alla presenza dei proprietari, che non hanno allontanato l’ospite né accorciato tempestivamente la catena del Lagotto.

La giudice ha riconosciuto all’attrice un’invalidità permanente del 5%. Il danno non patrimoniale (biologico e temporaneo), comprensivo di una personalizzazione medica, è stato quantificato in 10.157 euro, a cui si aggiungono 820 euro per il rimborso delle spese sanitarie sostenute. Il Tribunale ha invece rigettato la richiesta di risarcimento per danno patrimoniale avanzata dall’artigiana, che lamentava perdite economiche nel proprio laboratorio. Secondo la sentenza, il semplice confronto dei corrispettivi aziendali tra maggio 2022 e maggio 2023 non è stato ritenuto una prova sufficiente a dimostrare il mancato guadagno direttamente causato dal sinistro.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui