Cesena, allarme di Apofruit per i blocchi dei camion e strigliata a Stato e Regioni: «Dove sono le istituzioni? La frutta si deteriora, bisogna intervenire»

Cesena
  • 20 ottobre 2026

«È una situazione insostenibile, che non può più essere tollerata. Non si tratta soltanto di impedire la partenza dei camion: gli autotrasportatori vengono fermati anche quando sono già in viaggio, persino in autostrada, con carichi di prodotti agricoli deperibili che devono raggiungere rapidamente i mercati o le celle frigorifere. È inaccettabile che questo possa accadere per giorni senza che nessuno riesca a intervenire. Dov’è lo Stato? Dove sono le Regioni coinvolte? Dove sono le istituzioni?». È durissima la denuncia di Ernesto Fornari, direttore generale di Apofruit Italia, di fronte agli effetti degli scioperi degli autotrasportatori che, da giovedì 15 ottobre, stanno interessando diverse regioni del Sud Italia, tra Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Campania. Una mobilitazione che, dopo cinque giorni di blocchi, potrebbe concludersi soltanto nella serata di oggi, ma sulla cui effettiva fine non ci sono ancora certezze.

«Chiediamo al Governo di intervenire immediatamente, così come alle forze dell’ordine - dice Fornari - Non è possibile che un’intera parte del Paese rimanga paralizzata, che i camion vengano bloccati anche durante il tragitto e che non ci siano interlocutori con cui confrontarsi per risolvere il problema. L’Italia non può essere divisa in due e le istituzioni non possono rimanere a guardare».

A pagare il prezzo più alto sono soprattutto gli agricoltori, che vedono compromesso il lavoro di un’intera annata. Il blocco della circolazione impedisce infatti di trasportare prodotti che hanno tempi di raccolta, conservazione e commercializzazione estremamente rigidi. “Per il solo kiwi giallo stimiamo danni nell’ordine di 30 milioni di euro. Di questi, circa 5 milioni riguardano direttamente i nostri soci produttori. E parliamo soltanto delle prime stime, senza considerare il mancato reddito e tutte le conseguenze indirette”.

La situazione è particolarmente delicata anche per l’uva da tavola, con magazzini pieni in Puglia e Basilicata e prodotto già collocato nelle celle frigorifere che non può essere spedito. In Calabria, soprattutto nell’area di Reggio, i produttori sono fortemente preoccupati per l’impossibilità di conservare a lungo le partite raccolte. Fermi o rallentati anche i flussi di agrumi, le piantine di fragole da trapiantare e gli ortaggi di serra siciliani, tra cui zucchine, melanzane e pomodori. «Il problema è che l’agricoltura non può aspettare. Il kiwi giallo deve essere raccolto in una finestra temporale precisa: se non si riesce a farlo, il prodotto si perde. L’uva da tavola non possiamo spedirla. Ci sono produttori che non riescono neppure a far passare i camion destinati a portare il raccolto in refrigerazione. Per gli ortaggi, i ritardi nella commercializzazione si sommano alle difficoltà delle nuove semine e alle condizioni climatiche. Dopo una settimana, tanti di questi prodotti diventano invendibili».

Fornari sottolinea anche la sproporzione tra le ragioni della protesta e le conseguenze che il blocco sta provocando su altri comparti economici. «Comprendiamo le difficoltà degli autotrasportatori e le loro rivendicazioni, ma non si può scaricare il peso di questa battaglia su altri lavoratori che sono altrettanto in difficoltà. Se si fermano merci non deperibili, si possono creare disagi e perdite economiche per le imprese di trasporto. Ma quando si impedisce a un camion con prodotti agricoli di proseguire il viaggio, si rischia di cancellare un intero anno di lavoro di un agricoltore».

Un’altra criticità è rappresentata dall’assenza di un coordinamento e di interlocutori in grado di affrontare concretamente l’emergenza. «Abbiamo cercato anche confronti a livello politico, ma dopo giorni di sciopero a oltranza siamo ancora in questa situazione. Non è accettabile che cinque regioni siano paralizzate e che non si riesca a trovare una soluzione. Non si può pensare che il sistema agricolo debba subire passivamente tutto questo. E la riunione convocata dal Governo il 27 ottobre prossimo per la questione del blocco dell’autotrasporto, è decisamente fuori tempo massimo».

Da qui l’appello urgente alle istituzioni nazionali e territoriali. «Esprimo tutta la mia solidarietà agli agricoltori coinvolti. Sono persone che hanno investito un’intera annata, e che oggi rischiano di perdere tutto senza avere alcuna responsabilità in questa vicenda. Parliamo di una battaglia tra lavoratori e imprese in difficoltà, ma a pagare il prezzo più alto sono gli agricoltori, soprattutto quelli più piccoli, che non hanno strutture e risorse per resistere a un blocco così prolungato. Il Governo e le forze dell’ordine intervengano subito: non possiamo permettere che tanti produttori finiscano sul lastrico».

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui