Cesena, allagamenti nel 2014: dieci proprietari risarciti perdono in Appello, devono restituire 81mila euro

Stava per iniziare l’estate dell’anno 2014 quando il territorio cesenate fu flagellato per un paio di ore da una violenta tempesta, che provocò numerosi allagamenti. A essere colpite non furono solo decine di strade e altre aree pubbliche ma anche abitazioni. Soprattutto nei locali seminterrati. Tra i punti dove si verificarono i problemi maggiori ci furono cantine e garage delle zone di Tipano e San Vittore e una decina di proprietari danneggiati intentarono un’azione legale contro il Comune, chiedendo risarcimenti, in quanto ritenevano che la colpa di quel disastro, avvenuto il 15 giugno di dieci anni fa, fosse riconducibile a manutenzioni insufficienti sulla rete scolante. In particolar modo, a loro avviso, non c’era stata un’adeguata la pulizia delle caditoie, che sarebbero state otturate, impedendo il normale deflusso delle abbondanti acque piovane nella rete fognaria. Il giudizio di primo grado accolse questa tesi e nel 2019 fu liquidata una somma totale di 61.679 euro totali ai dieci cittadini che avevano fatto causa. Ma l’amministrazione comunale, al tempo stesso, fece ricorso in Corte d’Appello e di recente quella decisione è stata ribaltata. Con la conseguenza che quelle stesse persone sono state chiamate non solo a restituire i soldi che avevano ottenuto ma una cifra più alta. Per la precisione sono 81.043 euro. I circa 20mila euro in più rispetto a quanto avuto e da restituire dipendono principalmente dal fatto che sono state conteggiate le spese legali. Otto di quei dieci cittadini hanno chiesto di potere rateizzare i versamenti e il Comune glielo ha concesso, concordando 10 rate mensili, a partire dal mese prossimo.

Impressionante bomba d’acqua

La battaglia davanti ai giudici si è combattuta, prima di tutto, attorno al quesito se quel 15 giugno ci fosse stato un fenomeno meteorologico eccezionale oppure no. I ricorrenti sostenevano che in fondo c’era stato un semplice temporale, e neppure troppo prolungato. I tecnici a cui si è affidato il Comune per valutare l’accaduto hanno invece ravvisato una vera «bomba d’acqua», non solo in via Tipano, al centro del contenzioso, ma anche a San Vittore e via del Rio, dove il maltempo fu ancora più aggressivo. Allagamenti di scantinati, in parte derivati da allagamenti superficiali e in parte da rigurgiti fognari, si ebbero in vari punti del territorio comunale, tanto che agli atti dell’amministrazione risultarono almeno 24 richieste di risarcimento danni e un numero simile travolse Hera, quale ente gestore delle fogne. Dalle parti di Tipano caddero al suolo 115 millimetri di acqua nel giro di 2 ore, con un picco orario di 256 millimetri. Si tratta di una precipitazione a cui si associa una probabilità di accadimento ben superiore a 200 anni. Una circostanza simile a Cesena si era verificata solo nel 1991. Purtroppo, meno di 9 anni dopo l’evento del 15 giugno 2014, quell’analisi è stata superata dal disastro di cui si è appena ricordato il primo anniversario.

Resta il fatto che anche allora avvenne qualcosa di impressionante, quasi una avvisaglia, seppure di breve durata, dei mutamenti climatici esplosi poi il 16 maggio 2023. A testimoniarlo è anche il fatto che ben 34 tratti di strade comunali, provinciali e vicinali dovettero fare i conti con allagamenti significativi e smottamenti, nelle prime 24 ore di quel 15 giugno i vigili del fuoco intervennero in 40 abitazioni, per aspirare acqua e rimuovere fango e il Comune spese circa 100mila euro per ripristinare la normale viabilità e liberare la rete fognaria e i fossati.

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