Cesena, al ristorante la cliente cade dal gradino e si frattura la caviglia, condannato il titolare

Cesena

Una cena al ristorante trasformatasi in un infortunio con conseguenze permanenti è finita sui banchi del Tribunale. Il giudice Adele Linguanti ha condannato per lesioni colpose il titolare di un locale cesenate in seguito all’incidente occorso nel 2022 a una cliente di una sessantina di anni.

La dinamica dei fatti

Secondo la ricostruzione, la donna si trovava a cena nel ristorante e occupava un tavolo posizionato su una pedana rialzata. Nel momento in cui si è alzata per recarsi in bagno, non avvedendosi del gradino non segnalato, ha messo il piede nel vuoto ed è caduta a terra, svenendo. A seguito del forte impatto ha riportato la frattura di una caviglia. La perizia medico-legale ha successivamente riconosciuto alla donna, difesa dall’avvocato Alessandro Sintucci di Cesena, un’invalidità permanente pari al 13%.

Le tesi contrapposte

Nel corso del dibattimento, la difesa del ristoratore - curata dall’avvocato Chiara Brunelli - ha sostenuto che la caduta fosse da addebitare a un malore improvviso o a una disattenzione della cliente. Durante la vicenda è emersa inoltre una questione urbanistico-edilizia: un sopralluogo dell’ufficio edilizia del Comune aveva rilevato la presunta mancanza di autorizzazioni per la somministrazione di cibi e bevande nell’area rialzata. Da parte sua, la difesa dell’imputato ha esibito la documentazione (una Segnalazione certificata di inizio attività Scia) a supporto della regolarità dei locali.

La sentenza

Il giudice ha accolto la tesi della responsabilità del gestore (l’accusa era rappresentata dal pubblico ministero Massimo Maggiori) per non aver garantito le necessarie condizioni di sicurezza e per la collocazione del tavolo in una zona a rischio. Il titolare del locale è stato quindi condannato a una pena di 1.000 euro di ammenda e al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 5.000 euro a favore della parte lesa.

Il giudice ha inoltre rimandato la quantificazione complessiva del danno al giudizio civile, dove la difesa della signora ha preannunciato una richiesta risarcitoria di circa 50.000 euro. In solido con l’imputato è stata condannata anche la compagnia assicurativa del ristorante, costituita in giudizio e difesa dall’avvocato Davide Monti di Rimini.

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