Cesena, affitti per gli studenti: crescono domanda e prezzi

Cesena

Ossigeno, servizi a pioggia e prezzi calmierati. Per chi fugge dalla giungla bolognese il campus di Cesena si presenta ancora come un’oasi di tranquillità. Tutto pare funzionare a dovere: gli autoctoni restano, i fuorisede arrivano e gli iscritti hanno ormai superato la soglia dei 5mila, con una crescita percentuale del 6,87% rispetto al 2020.

Se Bologna, che ha già 100mila studenti, li avrebbe assorbiti come niente, per il piccolo ecosistema di Cesena, invece, i 329 studenti in più sono sufficienti a scatenare i primi sintomi di una potenziale crisi abitativa: le stanze buone finiscono, i prezzi salgono e iniziano i problemi.

Testimonianze

I fuorisede veterani lo sanno: «Subito dopo l’alluvione trovare una buona stanza a prezzi giusti era molto più facile» racconta Sara, venuta da Taranto per studiare Psicologia, che attualmente paga 360 euro al mese per una stanza singola in zona stazione.

Concorda Federico, modenese, affittuario di una singola a 300 euro: «Bologna è più cara, ci sono stato. Negli ultimi anni però anche qui la situazione è nettamente peggiorata».

Per ovviare al caro affitti ogni casta ha il suo totem. I romagnoli e i loro amici si affidano alle conoscenze personali. Un esempio è quello di Cristian, ravennate iscritto alla facoltà di Ingegneria, che ha così trovato la sua singola in zona stazione a 350 euro mensili. Il problema, secondo lui, è di tipo qualitativo: «La maggior parte dei fuorisede arrivano qui che devono ancora trovare casa. Hanno fretta, non conoscono nessuno e finiscono per pagare più di me per una piccola stanza ammuffita, spesso nelle abitazioni del centro scartate da AirBnb».

Molti, in effetti, iniziano a cercare dai gruppi Facebook, e lì si può trovare di tutto, dall’occasione alla truffa. Come dice Ethra, una studentessa sudanese che paga 300 euro per la doppia: «Ci vuole fortuna, lo capisci solo dopo se ti è andata male».

Anche la lingua è un problema: «Chi affitta su Facebook spesso non sa una parola di inglese, e le truffe a danno degli internationals sono frequenti – dice Serra, venuta appositamente da Istanbul per il corso di Software Engineering – tocca affidarsi alle agenzie. Quelle sono costose ma sicure, e gli agenti parlano bene l’inglese». Un bacino di ricerca più sicuro è quello del sito web del Comune, dove Carlotta e Giulia, coinquiline e compagne di corso a biomedica, hanno trovato le loro due singole in Barriera, a 350 euro al mese a testa.

Reddito, merito e posti letto

Il destino di chi non si può permettere queste soluzioni è legato a due numeri: reddito e merito. Gli studentati a Cesena sono gestiti da tre enti, Campus, Serinar e Er.go, e complessivamente hanno circa 250 posti, ben selezionati.

I requisiti, in alcuni casi, sono retroattivi: basta una sessione andata male per perdere la casa. Ne sa qualcosa Chiara, che ha abbandonato il suo studentato: «Prima stavo al Campus, e con la borsa di studio era praticamente gratuito, ma la pressione di dover dare i crediti per non perdere la stanza mi rovinava lo studio».

In questo quadro il ruolo delle istituzioni è fondamentale: molti studentati di Serinar, che attualmente mette a disposizione 133 posti letto a prezzi calmierati, sono strutture di proprietà comunale, riqualificate con l’intenzione di ridurre il caro affitti.

La voce del Comune

Si esprime sul tema l’assessora Giorgia Macrelli: «Cesena è ormai una città universitaria, e non è immune alla crisi abitativa. Credo però che questa crescita rappresenti una risorsa, anche per il centro. La nostra strategia è quella di riqualificare le tante proprietà comunali, come il Roverella, per poi destinarle a studenti, famiglie e lavoratori. L’idea è quella di intersecare il diritto allo studio con l’edilizia sociale, creando tanti piccoli ecosistemi abitativi sparsi per la città».

Bisogna dire che lo scenario, al momento, è ancora piuttosto positivo. Quasi tutti gli studenti intervistati si sono spontaneamente definiti “fortunati”: tutti parlano delle condizioni critiche degli altri, ma in fin dei conti sono felici della loro situazione.

Il caso più eclatante è quello di Matteo, secondo cui le vere “bazze” le regalano i compagni di corso: «I genitori di un ragazzo che ho conosciuto qui volevano vendere casa, ma li abbiamo convinti ad affittarcela. Ora siamo in tre, ognuno con la sua singola e il suo bagno, e paghiamo 300 euro a testa. Ci hanno regalato un sogno».

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