Un malore cardiaco ha portato via, all’età di 85 anni, il tifoso forse più famoso di Marco Pantani. Era di Borello e all’anagrafe si chiamava Guerrino De Santi, ma lo conoscevano tutti come “Bianco”. Nel 1991 fu lui a creare il primo club dedicato all’indimenticabile campione del ciclismo, venuto a mancare 22 anni fa, quando era ancora juniores. Le scritte dipinte sull’asfalto per incoraggiare il Pirata, con la tipica P con la parte superiore di quella lettera allungata orizzontalmente, furono una sua invenzione. Tutti lo ricordano col suo camper, anche quello di colore bianco, a seguire Pantani ovunque corresse. E portando Marco in Grecia con quel mezzo, nel dicembre 2002, per una vacanza incentrata sulla comune passione della caccia, Bianco cercò di fare uscire il suo idolo dal tunnel in cui si era infilato in quello che fu forse il periodo più buio della sua vita. Aveva un modo di fare molto schietto con Pantani, non risparmiandogli critiche anche molto dure. Soprattutto sulle sue cattive frequentazioni. Forse quel viaggio fu l’ultimo in cui il campione visse qualche momento spensierato, ma non riuscì a essere taumaturgico: due anni dopo, morì tutto solo in una stanza d’hotel a Rimini.
Bianco, durante le sue innumerevoli trasferte al seguito del Pirata, si era fatto conoscere e apprezzare non solo dai media ma da tanti appassionati del mondo dei pedali. Spesso lo si vedeva cuocere salsicce accanto al camper, e non mancava di offrire a chi si avvicinava insieme a un buon bicchiere di Sangiovese. Ma per lui le peregrinazioni “pantaniane” col suo inconfondibile mezzo erano diventate quasi un “lavoro” fatto solo per passione, senza compensi, ma con grande cura quando verniciava il nome di Pantani sulle strade su cui avrebbe corso, ripetendolo per centinaia e centinaia di metri nei tratti dove si aspettava che avrebbe dato il meglio di sé. Negli ultimi anni aveva unito il tifo sfegatato per il suo mito con l’ammirazione per quello che aveva individuato un po’ come l’erede del Pirata: Pogacar, che dopo avere donato la sua divisa al Comune di Cesenatico nell’estate del 2024, ne aveva poi regalata una proprio a Bianco, a cui era stata consegnata di persona da Andrea Agostini, chief operating officer della Uae Team Emirates. Il dono della maglia gialla, autografata dal fuoriclasse sloveno, voleva essere un gesto di riconoscenza per il sostegno che il borellese aveva tradotto in nuove scritte sull’asfalto, “fondendo” la P che accomuna i cognomi Pantani e Pogacar, così da rendere omaggio a entrambi.