Il 15 agosto di 180 anni fa esatti fu inaugurato il Bonci, una delle principali icone culturali di Cesena. A ricordare «con tanta nostalgia» quello che definisce «un compleanno importante» è Bruno Benvenuti, presidente dell’associazione “Amici della Musica”, intitolata come il teatro al grande cantante lirico cesenate.
Cesena, buon compleanno Bonci: Il teatro compie oggi 180 anni
Battesimo e storia del Bonci
«Ne è passata di acqua sotto i ponti da quel lontano 1843 quando il Consiglio Comunale approvò il progetto dell’architetto Vincenzo Ghinelli per sostituire il vecchio e inadeguato teatro Spada - ricorda Benvenuti - La solenne inaugurazione avvenne con l’opera Maria di Rohan di Gaetano Donizetti. Nello stesso anno, il 15 novembre 1986, tenne il suo primo ed unico concerto nel teatro Marietta Alboni di ritorno dalla tournée a San Pietroburgo, per ringraziare i suoi concittadini che, con una sottoscrizione, avevano favorito il suo ingresso alla scuola di canto lirico di Gioacchino Rossini a Bologna. Come teatro lirico diventò subito uno dei palcoscenici più importanti d’Italia. Nel 1904 il leggendario tenore cesenate Alessandro Bonci cantò nel Faust incantando la sua città. Nel 1927 il teatro venne ufficialmente intitolato a lui per onorarne la memoria. Il restauro conservativo avvenne alla fine del secolo scorso. Iniziato nel 1983 con opere di messa in sicurezza e di adeguamento complessivo, rimase chiuso al pubblico da 1994 al 1996. Nel 2001 la gestione è passata a a Ert, Emilia Romagna Teatro Fondazione, che lo ha inserito stabilmente nei circuiti teatrali nazionali».
Omaggio alla Alboni
Il presidente degli “Amici della Musica Alessandro Bonci” annuncia poi che domenica 29 novembre 2026 si terrà in teatro la settima edizione del Premio Alboni, in occasione del bicentenario della nascita della grande cantante lirica, venuta al mondo nel 1826 e morta nel 1894.
Il legame con Cesena, dove coltivò il suo talento con le prime lezioni di canto prese dal maestro Antonio Bagioli, è stato a lungo semi dimenticato, se non ignorato, da quasi tutti. Si deve proprio a Benevenuti e a Lelio Burgini, altro grande ammiratore del contralto, la riscoperta e la valorizzazione di questa artista di fama mondiale. Nata a Città di Castello da un funzionario della dogana pontificia, sesta di sette figli, si trasferì da bambina in diverse località dell’Umbria e della Romagna, trascorrendo alcuni anni a Cesena, dove ebbe inizio la sua prima formazione canora. Tra i tanti aspetti evidenziati da Burgini c’è il suo essere stata anche “musa ispiratrice” di quello che i critici considerano il padre della poesia americana: Walt Whitman.