Miracolati un residente a Masrola di Borghi e l’autista di un grosso autocarro con 320 quintali di ghiaia sul cassone. Il primo grazie a una chiamata della moglie, il secondo per il punto in cui è avvenuta l’uscita di strada.
Borghi, camion si ribalta nel cortile di una casa: “Salvo perché richiamato da mia moglie”
La vicenda
L’incidente si è verificato due giorni fa in via Provinciale Uso. Alle 12.30 di martedì scorso un grosso camion che trasportava 320 quintali di ghiaia si è ribaltato nell’orto di casa di un residente nella frazione. Se fosse uscito di strada qualche metro prima, in un piano inclinato sotto la strada molto più basso, il mezzo pesante sarebbe rotolato su se stesso più volte. Invece in quel punto si è “solo” accasciato su un fianco finendo a ruote all’aria, con l’autista che ne è uscito incolume. Ma trasportava un carico di ghiaia che aveva appena caricato 4 chilometri prima dalla grande cava presente nella vicina località di Masrola, diretto verso una ditta di costruzioni. Il materiale si è rovesciato a terra, con una marea di ghiaia finita su un prato e tre ulivi. Ma se l’uscita di strada fosse avvenuta solo due minuti prima, in quel punto c’erano un borghigiano e il suo cane, un pastore tedesco, che stavano cercando funghi e che sarebbero stati schiacciati dal maxi carico di ghiaia di frantoio. Allertati i carabinieri della Compagnia di Cesenatico che sono giunti subito sul posto per i primi rilievi di legge.
Il racconto
La casa al civico 107 è abitata dal 73enne Vito Pezzino, figlio di un borghigiano acquisito essendo di una famiglia originaria della Sicilia. Il padre aveva costruito una casa accanto alla sua. Poi Vito era di nuovo emigrato per lavoro in Svizzera dove ha fatto per circa mezzo secolo il decoratore-imbianchino. Quindi la pensione e tre anni fa è ritornato con la moglie nella casa che ha ridipinto di bianco, mentre i 3 figli e i 7 nipoti sono rimasti in Svizzera. Ancora increduli sull’uscita di strada del camion anche i vicini di casa Stefano Bartolini e Guerrino Alvisi: «I camion attraversano l’abitato ad alta velocità - dicono - qui servirebbero i 30 chilometri orari come più volte chiesto dagli abitanti». «Era mezzogiorno e mezza - racconta ancora scosso Pezzino - con il mio cane Moris eravamo sotto agli ulivi perché cercavamo dei funghi che talvolta nascono spontanei. Fortunatamente mia moglie Tania mi ha chiamato perché era pronto da mangiare e mi sono avviato verso casa. Due minuti dopo il botto e quel camion è piombato nel cortile. Il richiamo di mia moglie ci ha salvati da morte certa e le sarò per sempre grato. Come tutti a Stradone anch’io ritengo che i 30 km orari siano oramai diventati una necessità per limitare le velocità dei numerosi camion che transitano nella nostra frazione». Ieri nel pomeriggio è stato anche rimosso il camion. Per riuscirci è stato necessario far arrivare una grossa gru e chiudere per qualche ora quel tratto di provinciale con non pochi disagi per chi vive in zona.