“Negli ultimi anni il sistema dei Centri di accoglienza straordinaria (CAS) è stato profondamente modificato dai cosiddetti ‘decreti Salvini’, che ne hanno progressivamente ridotto risorse, funzioni e qualità dei servizi offerti. La drastica contrazione dei finanziamenti ha comportato un sostanziale depotenziamento dei percorsi di accoglienza e integrazione: sono stati fortemente ridimensionati l’accompagnamento all’inclusione sociale e lavorativa, l’insegnamento della lingua italiana e i servizi di orientamento, trasformando in molti casi i CAS in strutture destinate alla mera ospitalità materiale, con standard qualitativi significamente inferiori rispetto al passato”.
A dirlo è l’assessora ai Servizi per la Persona e la Famiglia del Comune di Cesena Carmelina Labruzzo rispondendo a un’interrogazione presentata dal Capogruppo della Lega Cesena, Enrico Sirotti Gaudenzi, sui Centri di Accoglienza. “In questo quadro – prosegue l’assessora – abbiamo progressivamente scelto di superare la gestione diretta dei CAS, ritenendo che lo svuotamento di questi strumenti ne avesse compromesso la capacità di garantire un’accoglienza dignitosa e percorsi efficaci di integrazione. Per questo motivo, negli anni scorsi, abbiamo investito con convinzione sul rafforzamento del SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione), ampliando progressivamente il numero dei posti disponibili. Il SAI rappresenta il modello di accoglienza in cui crediamo: un’accoglienza diffusa, accompagnata e orientata all’autonomia delle persone, capace di coniugare tutela, inclusione e coesione sociale. E’ una scelta amministrativa, ma prima ancora una scelta di visione politica, fondata sulla convinzione che accompagnare i fenomeni migratori significhi costruire percorsi di integrazione e responsabilità reciproca, non limitarsi a gestire un’emergenza”.
Nel territorio comunale sono attualmente presenti persone accolte nell’ambito di programmi e strutture di accoglienza riconducibili a diverse tipologie. Per quanto riguarda il Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI), risultano accolte 53 persone. Relativamente ai Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS), i dati non sono disponibili presso l’Unione Valle del Savio, in quanto la relativa gestione è di competenza della Prefettura di Forlì-Cesena. Per quanto riguarda i minori stranieri non accompagnati (dal gennaio 2026 ad oggi ne è stato accolto uno), l’Unione non dispone di strutture dedicate all’accoglienza, ma utilizza le strutture educative presenti sul territorio. Sono inoltre attive altre forme di accoglienza organizzata: il progetto ‘Oltre la Strada’, rivolto a persone vittime di tratta e di sfruttamento lavorativo e sessuale, accoglie attualmente 7 persone, mentre il progetto ‘FAMI InTeGRA’, dedicato all’autonomia abitativa e al co-housing per titolari di protezione internazionale in uscita dai percorsi SAI, ospita 8 persone. Complessivamente sono presenti sul territorio comunale 15 strutture destinate all’accoglienza.
Con la Prefettura di Forlì-Cesena è attivo un raccordo costante e un monitoraggio dei flussi per la gestione dei CAS, oltre alla partecipazione ai tavoli provinciali di coordinamento sull’immigrazione e sull’ordine e sicurezza pubblica. All’interno dell’Unione dei Comuni Valle del Savio è assicurata la gestione associata e coordinata delle funzioni sociali di ambito, con particolare riferimento ai servizi per l’inclusione, all’intercettazione e presa in carico dei minori non accompagnati e all’attuazione della rete del Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI). Con l’Ausl è in essere una collaborazione operativa nell’ambito dei protocolli relativi alla tutela della salute dei richiedenti e titolari di protezione internazionale, all’iscrizione al Servizio Sanitario Regionale, alla profilassi sanitaria e alla presa in carico delle vulnerabilità psico-sociali. Con ASP Cesena Valle Savio sono attive convenzioni e accordi attuativi per la gestione operativa dei progetti SAI e delle azioni correlate.