Mentre in Italia le librerie continuano a scomparire dai piccoli Comuni e perfino dai centri urbani più grandi, Cesena racconta una storia in controtendenza. Una città dove le librerie non solo resistono, ma si moltiplicano. Sono otto le librerie tradizionali presenti in città: quattro di catena (Giunti, Mondadori, Ubik e Coop) e quattro indipendenti (Libri di Elena, Damavoj, Albizzi e Viale dei Ciliegi, quest’ultima specializzata in libri per ragazzi). A queste si aggiungono ulteriori realtà che arricchiscono l’offerta: EpocaLibri, dedicata ai libri usati e fuori catalogo; Salmo91, con la sua proposta di editoria religiosa; e Kazuma, punto di riferimento per il mondo dei fumetti. Undici realtà, con identità, pubblici e cataloghi differenti, che compongono un panorama editoriale variegato e testimoniano la vitalità del rapporto tra Cesena e il libro. “È il risultato – commenta l’assessore alla Cultura Camillo Acerbi – di un grande lavoro corale di promozione della lettura, che coinvolge pubblico e privato: Comune, scuole, librai, editori, associazioni. Una rete di persone e di luoghi che ha il suo centro ideale nella Biblioteca Malatestiana. La capacità di fare sistema, di mettere in relazione competenze e sensibilità diverse e di creare molteplici occasioni di incontro rappresenta un tratto caratteristico dell’esperienza cesenate, da cui discende una programmazione culturale ricchissima, terreno fertile per la crescita di nuovi lettori. Non dimentichiamo che proprio a Cesena il pediatra Biasini ha ideato il progetto ‘Nati per leggere’, referenza nazionale per l’avviamento precoce alla lettura”.
“Un esempio significativo di questa collaborazione virtuosa – prosegue l’assessore – arriva dal festival letterario da poco concluso, ‘La bellezza delle parole’, anticipato da una serie di incontri ‘Off’ curata proprio dalle librerie, che nell’edizione di quest’anno ha registrato un incremento di oltre il 10% delle presenze. Ma, al di là di questo numero, sono evidenti i segnali concreti di una città che partecipa: i banchetti delle librerie allestiti all’esterno degli eventi e degli incontri con autori e autrici, le persone che si fermano a sfogliare i volumi, le file per il firmacopie. Sono immagini che restituiscono il senso di una relazione viva con la lettura: il libro non rimane confinato sugli scaffali o nelle pagine di un programma culturale, ma diventa occasione di incontro, scoperta e dialogo. E i librai, come i bibliotecari, sono il perno di questo sistema: grazie a consigli esperti e a servizi personalizzati, dimostrano la competitività della presenza fisica rispetto al digitale”.