I più lo legano alle giornate di relax sulla sabbia in riva al mare o sul prato di un parco. Il classico gioco per tutte le età. I bimbi con mamma e papà; fra amici o insieme al cane. Eppure, anche dietro all’apparente semplicità del frisbee si nasconde un reticolato di variabili, sfaccettature e regole capaci di costituire una vera e propria disciplina sportiva. Con annesse fattispecie. Come l’Ultimate frisbee, variante del frisbee tradizionale in cui due squadre composte da sette componenti si affrontano a colpi di lanci di un disco di 175 grammi con lo scopo di raggiungere la meta sul lato opposto del campo. Senza possibilità di muoversi se non sul piede perno.
Diffuso in Italia sin dagli anni Ottanta, oggi è un’attività sportiva riconosciuta dalla Federazione Giochi e Sport Tradizionali (Figest) all’interno della categoria di derivazione americana del Flyng Disck e conta 2.600 tesserati lungo lo Stivale. Con una forte concentrazione di squadre impegnate in campionati studenteschi, provinciali e regionali nel centro-nord.
Anche Cesena, però, non vuole restare indietro e così Sandro Soldati e Simone Zoffoli, due amici ed ex giocatori di Ultimate frisbee, hanno deciso di portare questa disciplina dentro le scuole della città con l’intento di «stimolare l’interesse dei giovani - spiega Soldati - per costruire un progetto sportivo dedicato anche a Cesena».
Un’iniziativa che sembra aver già ricevuto un’importante risposta da parte degli studenti. Come dimostrato da un evento ludico motorio organizzato di recente al campo da rugby in via Montefiore con due classi dell’istituto “Serra” e due del liceo scientifico “Righi”: circa 60 ragazzi, divisi in 8 squadre, si sono sfidati tra lanci del frisbee, corse, sorrisi, divertimento e rispetto di regole e avversari. «Abbiamo pensato di partire dalle scuole perché dietro all’Ultimate frisbee si nasconde anche un aspetto pedagogico - diceSoldati - molto apprezzato dagli insegnanti. Oltre all’assenza del contatto fisico (se c’è è considerato fallo, ndr) e alla possibilità di creare squadre miste maschi-femmine, non prevede la figura dell’arbitro. Quindi, tutte le decisioni vengono prese dai giocatori in campo. Questo implica che gli atleti conoscano il regolamento e siano in grado di farlo rispettare. Stimolando in loro una forma di “responsabilità».
Il torneo è stato l’atto finale di un percorso sviluppato nell’arco dell’anno scolastico durante le ore di educazione fisica dagli stessi Soldati e Zoffoli, coadiuvati dai professori. «Gli studenti hanno mostrato grande entusiasmo. Tanto che gli abbiamo dichiarato apertamente che, se fossero interessati a continuare, io e Simone siamo disponibili a fare da allenatori e costruire qualcosa di strutturato». Qualche spiraglio sembra essersi già aperto. «La Federazione Triathlon ci ha già dato la disponibilità del campo all’interno della pista di atletica di via Fausto Coppi per eventuali allenamenti». Il tempo farà il resto. «Aspettiamo i feedback dei ragazzi e degli istruttori. Con la speranza di riuscire a inserire anche Cesena nel circuito della Flyng Disk Italia e della Figest», conclude Soldati.
Relax in spiaggia e scampagnate nel verde possono attendere. Si fa sul serio.