Cesena, vicoli di serie B in pieno centro: chiesta più pulizia

Vialetti, vicoli e stradine fuori dalla rete principale delle vie cittadine, e ancor più varchi di passaggio in mezzo agli edifici, sono tagliati fuori dalla quotidiana attività di pulizia degli spazi pubblici anche in pieno centro. Lo denunciano alcuni cittadini, facendo notare che così finiscono spesso per assumere un aspetto degradato, a causa dell’inciviltà di troppe persone che gettano a terra mozziconi di sigarette, cartacce, cocci di bottiglia e altra immondizia di tutti i tipi. Tanto che c’è chi suggerisce di incaricare “squadre speciali” di pulitori che si prendano cura di questi punti dimenticati. Magari nell’ambito dei cosiddetti lavoretti sociali riservati alle fasce deboli.

Le lamentele per questa forma di degrado sottile ma fastidioso sono diffuse.

Il vialetto dei Serravalle

Tra le più frequenti ci sono quelle relative al vialetto che collega via Battisti ai giardini Serravalle. Sandra Canduzzi Pieri, che abita da quelle parti e ha valorizzato il luogo commissionando all’artista Stefano Natali uno splendido murales che raffigura personaggi famosi in bicicletta, è esasperata. «Nonostante i cartelli che ho messi più volte per invitare i passanti ad avere rispetto di quello spazio pubblico pubblico – dice – la stradina è sempre sporca. Eppure è una ramificazione di via Battisti, di cui fa parte a pieno titolo». Nelle ultime settimane la situazione è migliorata, grazie alla sua azione di “supplenza” privata, facendosi aiutare da collaboratori, ma – lamenta – «i cittadini non possono sempre farsi carico di cose che sarebbero di competenza degli enti pubblici».

Comunque alcuni residenti della zona pensano che i disagi potrebbero essere alleggeriti se si spostasse l’area di sgambamento dei cani in un’area sul lato di via Mulini, dove non ci sono case a pochi metri di distanza. In quel modo ci sarebbe meno via vai, e forse meno sporcizia. A quanto pare, anche a seguito di sollecitazioni di chi vive lungo la mura, questa richiesta potrebbe essere recepita presto. «Inoltre – aggiunge Canduzzi Pieri – sarebbe d’aiuto collocare all’inizio del vialetto un paio di bidoni di colore rosso e ben visibili, dello stesso tipo di quelli posizionati di recente nel giardino».

Tre varchi trascurati

Il problema non è però limitato allo stradello tra via Battisti e i Serravalle. Per esempio, mentre ci si prende adeguatamente cura di via Zeffirino Re, non si può dire lo stesso del varco d’accesso al caratteristico vicolo Cesuola, un angolo un po’ nascosto ma molto bello del centro, grazie anche alle sculture di Leonardo Lucchi esposte lì. Trasandatezza e sporcizia, in quel caso dovuta soprattutto alle deiezioni dei piccioni, sono il brutto spettacolo che non di rado si presenta sotto gli occhi di chi passa sotto il voltone che dai portici introduce nel vicolo.

Un altro cittadino segnala «il brutto spettacolo nel punto di passaggio tra corso Garibaldi e via Braschi. È un buco nero, sua per terra che sui muri imbrattati di scritte, ed è un peccato, perché conduce in una zona della Valdoca che tanti privati che abitano lì hanno riqualificato in modo molto gradevole. È vero che la colpa è prima di tutto dell’inciviltà della gente, ma servirebbe una pulizia più accurata e costante».

Un altro varco in pieno centro che soffre a volte dello stesso problema è quello che porta da via Strinati e Corte Dandini: da qualche tempo, grazie ai commercianti del posto, è stato abbellito da graffiti, ma a volte c’è chi continua a scambiarlo per un immondezzaio o per un orinatoio.

La proposta

Canduzzi Pieri fa una proposta per restituire decoro a tutte queste zone trascurate: «Perché non si affida una pulizia quotidiana di questi punti trascurati a giovani disoccupati o appartenenti a categorie svantaggiate?». Infine, una riflessione: «È ora di capire che la qualità della vita passa anche dal fatto di potere girare in una città bella e ben curata, in ogni suo punto».

Commenti

  1. Certamente che la pulizia del centro storico di una città a di per sé una importanza vitale, per il decoro di un centro come Cesena.
    D’altronde la colpa non sempre degli operatori ecologici ma è spesso del cittadino che butta immondizia nelle fioriere o in terra.
    Bisogna educare i cittadini al senso civico, ma il sistema è duro a morire.

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