Cesena, Venerdì di luglio: un bilancio tra soddisfatti e scontenti

È un bilancio positivo quello che traccia l’amministrazione al termine dei Venerdì di luglio. «Lo è stata certamente per affluenza – commenta Matteo Gaggi, dirigente del settore sviluppo economico – abito in centro, e a parte l’ultima sera, più sottotono rispetto alle altre, c’è sempre stata davvero tanta gente, va detto che nell’ultimi due appuntamenti sono andate anche aumentando i negozi che hanno scelto di non aprire». La sua, precisa, «è una valutazione di prodotto, non di impatto. Se il tema è mobilitare le persone ci siamo riusciti, il discorso diventa più complesso quando si cerca di valutare quante di quelle persone hanno poi speso nei negozi di vicinato del centro».

Rispetto agli eventi Gaggi dà anche qualche numero: «Abbiamo agito lungo tre direttrici: a sostegno delle associazioni con un bando che ha messo a disposizione risorse per 66mila euro con una programmazione che si concentra per lo più in centro, 24mila a sostegno delle proposte arrivate dalle imprese, altri 24mila sono stati dedicati nello specifico ai Venerdì di luglio su cui abbiamo lavorato in sinergia con le associazioni di categoria. In totale abbiamo stanziato 115mila euro per 180 evento da giugno a fine settembre». Un elemento di criticità, ammette Gaggi, «è stata la comunicazione. Abbiamo cercato di compensare la programmazione dei venerdì di luglio rispetto agli altri appuntamenti estivi in centro, questo però ha significato partire un po’ dopo con la comunicazione».

Parla di buona affluenza anche Federico Campori di Confesercenti cesenate, ma segnala, «non sempre questa affluenza si traduce in acquirenti, qualcuno magari torna i giorni successivi, rimane un elemento difficile da valutare. Il rapporto di collaborazione con l’amministrazione è proficuo, l’obiettivo è quello di continuare a migliorarlo per poterlo rendere ancora più efficace».

Quello dei tempi della programmazione è un tema che in più occasioni è stato declinato in senso critico e a quella critica non si sottrae l’assessore Luca Ferrini: «Non si può ignorare il fatto che gli ultimi sono stati anni complicati per diversi motivi, e quella complessità ha avuto riflessi anche sulla gestione del bilancio che non sempre ci ha consentito di programmare come avremmo voluto. L’esperienza anche di quest’anno verrà analizzata, tra i ragionamenti in campo c’è anche quello di tornare a ragionare su una programmazione pluriennale ed un eventuale bando». A chi critica lo strumento della coprogettazione come inadatto agli eventi in centro Ferrini replica che «tutte le critiche vanno ascoltate, quando sono egoriferite però le ascolto meno. Il ragionamento forse non andrebbe fatto sullo strumento in sé ma su come lo si interpreta, non si può solo rimanere in attesa che arrivi l’amministrazione e paghi tutto».

A differenza dello scorso anno l’associazione Centro Anch’io non ha portato alcun contributo alla programmazione dei Venerdì di luglio. «Siamo stati esclusi» dice Claudia Maldini, titolare del negozio Merci e referente dei commercianti per l’associazione Centro Anch’io, oltre che consigliera comunale del Quartiere Centro urbano. Più diplomatico Fabrizio Faggiotto, il presidente dell’associazione: «Ne parlavamo già da gennaio e su un punto siamo sempre stati fermi: per noi sarebbe stato impossibile replicare l’esperienza dello scorso anno, la copertura al 70% dei costi degli eventi prevista dalla coprogettazione per noi è insostenibile, a maggior ragione se la programmazione viene fatta troppo a ridosso dell’estate. Alla non si è fatto niente, anche perché da parte delle associazioni di categoria c’è stata resistenza nei nostri confronti. L’amministrazione ha fatto le sue scelte, e ci sta, da parte nostra nessun rancore, anzi: siamo pronti a metterci a disposizione anche per il Natale».
Claudia Maldini fa anche una valutazione da commerciante e il suo giudizio è netto: «Sono stati i venerdì del flop. La maggior parte delle attività dopo due venerdì al di sotto di ogni aspettativa hanno deciso di non aprire. Io ho scelto di esserci sempre, per me era una questione di principio, ma è stata una fatica». «E non si dica – aggiunge – che il problema è che mancava la gente, perché non è così. La maggior parte delle persone nemmeno sapeva ci fossero i Venerdì di luglio, quest’anno la comunicazione è stata inesistente». Maldini critica nel merito e nel metodo il programma di quest’anno, «c’erano eventi solo in alcuni punti della città, ed era una animazione triste, senza alcun appuntamento pensato per i bambini e le famiglie, che sono il vero traino».

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