Cesena, venerdì 6 maggio la magia di “Lucciole” di Anton Roca

La magia sta per compiersi. Si chiama “Lucciole” l’ultimo grande ambizioso progetto di ricerca visiva e sonora sviluppato dall’artista visionario Anton Roca e che il prossimo venerdì 6 maggio sarà presentato al teatro “Alessandro Bonci” e trasmesso contemporaneamente in tre Paesi del mondo: Italia, Spagna e Canada. Ospitato nel 2018 dal centro Avatar nella città di Québec, in occasione di una residenza di ricerca finalizzata allo sviluppo di un software speciale per tradurre gli impulsi luminosi delle lucciole in impulsi sonori, il progetto si basa su tre obiettivi principali:

– Prendersi cura di un terreno in località San Romano (Mercato Saraceno);

– prendersi cura di una piccola porzione di territorio come metafora di un’azione da intraprendere su scala globale. Dal microcosmo individuale al macrocosmo collettivo, siamo tutti ugualmente responsabili del destino del pianeta;

– rivivere un’esperienza personale d’infanzia in cui questi coleotteri erano presenti nei campi in cui l’artista è cresciuto.

Le lucciole sono sempre state presenti nella vita di Anton Roca. “Ricordo – commenta l’artista – le sere di tarda primavera e di inizio estate quando il progredire di questo mistero cangiante nell’aria illuminata dalle stelle mi assorbiva già completamente da bambino. Tuttavia, a partire dagli anni ‘60 il passaggio a sistemi di allevamento basati sull’uso indiscriminato di erbicidi e pesticidi ha avviato il loro lento declino. La loro presenza e il loro numero sono diminuiti, anno dopo anno”. Nel 2010, appena arrivato nel piccolo paese di San Romano, l’artista ha costruito il suo studio e il centro d’arte Rad’Art prendendosi cura del terreno accanto all’edificio. Con il tempo, le lucciole sono ritornate. Ad ogni primavera degli ultimi cinque anni, delle luci irregolari brillano in costellazioni sulle colline circostanti. Il paesaggio diventa teatro della danza fragile e spettrale delle lucciole. Questa coreografia frenetica e aerea è eseguita da lucciole maschi, mentre le femmine rimangono a terra in scintille verde brillante. Nella loro sensuale danza di accoppiamento, i due sessi evocano la passione, la caducità e l’evanescenza della vita.

Le lucciole alimentano l’ispirazione poetica in tutto il mondo. La forma delle immagini: luccichii intermittenti, pulsazioni di apparizioni e scomparse disegnano nell’aria notturna costellazioni sempre diverse. In italiano la parola lucciola si riferisce all’insetto, alla maschera nel cinema o nel teatro che ci guida ai nostri posti con una torcia, e anche, nell’immaginario popolare la prostituta di strada che, sostando sotto ai lampioni, “illuminavano” le notti degli uomini. Il progetto attuale riflette questa polisemia. È un invito all’interpretazione, alle metafore poetiche e politiche, alla sensibilità romantica.

Lucciole fa eco all’immaginario collettivo e celebra la sopravvivenza, seppur precaria, dell’insetto. Nonostante la sua lenta scomparsa sia iniziata negli ultimi decenni del ‘900, oggi la tendenza sta cambiando con il suo graduale ritorno, che coincide con un aumento dell’agricoltura biologica. Nei mesi di maggio e giugno migliaia di bagliori luminosi percorrono ancora una volta il paesaggio intorno a Rad’Art, a San Romano.

L’archivio interpretato e l’evento del 6 maggio 2022

Ora che le ha ritrovate e prima che la loro luce si spenga ancora una volta, Roca desidera fermare la danzante presenza delle lucciole a San Romano e rendere così omaggio alla capacità della natura di rigenerarsi. Ancorando il lavoro nel tempo, ha dato vita a un archivio, video e fotografico, dei bagliori luminosi. Gli impulsi luminosi saranno convertiti in impulsi sonori, come crisalidi che si schiudono nello spazio planetario. Questo concerto delle lucciole sarà interpretato sul Disklavier di Avatar, a Quebec City (Canada), città dove ha sviluppato il progetto e parte della sua carriera artistica, e sarà trasmesso in diretta simultanea nel Teatro “A. Bonci” di Cesena, città dove vive, e, per chiudere il cerchio, ad Alcover (Catalogna), luogo simbolo delle lucciole della sua infanzia.

Il concerto

Il concerto, che si terrà venerdì 6 maggio 2022 dalle 22 alle 24 (ore 16:00 a 18:00 orario di Québec), si compone di due parti: Aspettando lo spettacolo, momento iniziale, della durata di un’ora, in cui il pubblico sarà invitato ad entrare in sala per intrattenersi con la visione di un filmato del paesaggio collinare di San Romano al momento del tramonto: una ricreazione visiva ed emotiva della sensazione della fine della giornata: la luce del giorno svanirà gradualmente nell’oscurità. Il video verrà proiettato contemporaneamente in tutte le sedi del progetto (Quebec City, Cesena e Alcover), fornendo un contesto poetico al momento in cui le scintille delle lucciole compaiono nel paesaggio.

Durante questo approccio graduale, è previsto un intervento in diretta dell’artista che conversa con degli ospiti sul progetto e sulle lucciole. Eventualmente, potrà essere aperto un canale di dialogo con il pubblico.

La seconda parte, intitolata Performance, sarà invece costituita dalla simultanea proiezione dei video preregistrati, utilizzati dal software per la traduzione notale, e dall’emissione spaziale dei suoni corrispondenti, emessi dal Disklavier. Anton Roca selezionerà con cura i video che il software leggerà e trasformerà in note sul pianoforte a coda MIDIficato da Avatar, in Quebec City. Così, in tutta la loro poesia dinamica, le lucciole offriranno un concerto per pianoforte e proiettore digitale e il pubblico assisterà all’ascolto e alla visione della precarietà delle lucciole nel paesaggio contemporaneo.

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