Cesena, vaccini in ritardo: Bonaccini attacca Pfizer

Le consegne di vaccini “Pfizer” sono in ritardo e questo imprevisto rallenta la campagna vaccinale in Romagna, dove entro la settimana si potrebbero esaurire le scorte. «Nei magazzini abbiamo 37.000 dosi, a inizio settimana ne sono arrivate 7.000 e da qui al 25 gennaio altre 10.000» conferma il direttore generale di Ausl Romagna, Tiziano Carradori. Che le cose si stiano complicando si capisce anche dalle parole del sindaco Enzo Lattuca, che spiega che «in vista dei “richiami” non si era dato fondo a tutte le dosi ricevute a Pievesestina, ma se ne era accantonata una certa quantità. Però, se il flusso delle consegne, non riprenderà immediatamente in modo regolare, l’autonomia che abbiamo non supera qualche giorno. Quanto sta accadendo dimostra sempre più chiaramente che il ritmo delle vaccinazioni lo dettano essenzialmente le forniture: dal punto di vista organizzativo, avremmo la capacità per accelerare rispetto a quanto fatto finora, ma per farlo serve ovviamente la disponiblità della “materia prima”. Perciò aspetto con impazienza l’autorizzazione europea all’uso del vaccino londinese “AstraZeneca” che potrebbe arrivare entro fine mese. In Italia è quello il prodotto su cui avevamo puntato di più e per il quale il nostro Paese avrebbe una pista preferenziale, che permetterebbe di ricevere in tempi rapidi forniture molto massicce». La riduzione della fornitura fa alzare la voce al governatore dell’Emilia-Romagna. La “Pfizer” – tuona Stefano Bonaccini – «dovrà rispondere alle autorità competenti» per il taglio alla fornitura dei vaccini anti-Covid subito anche dall’Emilia-Romagna. «Ha deciso unilateralmente come tagliare le diverse regioni. Ci sono alcune che avranno le dosi previste, altre come noi che sono state colpite in maniera clamorosa. L’Italia è il Paese che stava vaccinando più persone e non può pagare per una scelta di “Pfizer”, che sarebbe utile capire e che disattende gli impegni presi».

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