Nella tarda mattinata del 28 luglio scorso era stato coinvolto in un incidente, all’incrocio tra via San Mauro e via Settecrociari. Mentre stava guidando una Honda, auto aziendale di Radio Centrale, che dirige, Franco Botta aveva avuto una collisione con una Dacia condotta da una donna. Nessuno si era fatto male, ma c’erano stati lievi danni ai veicoli.

Sul posto era arrivata la polizia locale, che aveva ricostruito l’accaduto, rilevando che la donna, rimettendosi in marcia, non aveva dato la precedenza, come avrebbe dovuto fare, e quindi aveva urtato l’auto su cui viaggiava Botta, che stava percorrendo via San Mauro. Ma l’agente annotò anche che «al momento del nostro arrivo, la vettura del sig. Botta si trovava ancora nella posizione statica finale derivante dall’evento», mentre l’altra «era stata spostata in modo da non arrecare ulteriore pericolo o intralcio alla circolazione». Perciò il direttore di Radio Centrale si beccò una sanzione «per aver creato intralcio alla circolazione, non provvedendo a spostare il proprio veicolo sebbene tale operazione fosse possibile».

Botta ha impugnato davanti al giudice di pace quel verbale, ritenendo di non avere commesso l’infrazione contestata e chiedendone perciò l’annullamento. Anzi, era convinto di avere fatto quanto doveva, perché se avesse spostato l’auto avrebbe potuto compromettere la ricostruzione di quello che era successo. comunque ha sempre ripetuto che la sua vettura non si trovava in mezzo alla strada, e quindi non vi era alcun elemento di intralcio.

All’udienza, assistito dall’avvocata Letizia Raggini, il ricorrente ha prodotto la foto della scena dell’incidente ed è stata sufficiente per vedere riconosciute le proprie ragioni. La sanzione è stata quindi cancellata dal giudice Guglielmo Giuliano.

Ma al di là dell’episodio in sè, Botta ha deciso di rendere noto un aspetto che considera grave. «Nella loro difesa – riferisce – i vigili hanno sostenuto che “la percezione soggettiva dell’agente non può essere sindacata”. Ma i poteri gli derivano forse da Dio? La loro difesa è ben peggio dell’errore, perché vogliono sostenere di potere fare in modo incontrollabile ciò che vogliono. La tesi sostenuta è preoccupante, perché se accettata esporrebbe i cittadini al rischio di arbitrio». Il direttore dell’emittente radiofonica cesenate, evidenziando che «questo concetto non è certo democratico e liberale», esprime anche l’intenzione di «interpellare le istituzioni e i capigruppo in consiglio comunale», invitando a presentare un’interrogazione in proposito, e addirittura «coinvolgere l’Anpi».

Argomenti:

giudice di pace

incidente

multa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *