Cesena, ultimo Natale coi giocattoli del negozio Eureka: “Il nostro settore distrutto da Amazon”

Questo sarà l’ultimo Natale per Eureka, lo storico negozio di giocattoli di via Cesare Battisti. Dopo 42 anni Eugenio Amadori ha deciso di fermarsi e quando gli si chiede il motivo risponde senza esitazioni e con grande amarezza: «è la conseguenza della concorrenza sleale di Amazon».
Dal 1980
Ad avviare l’attività nel 1980 furono Elio e Dante Amadori, i fratelli di Eugenio, «io sono l’ultimo sopravvissuto», dice con un sorriso malinconico. Inizialmente erano in via Fratelli Rosselli, dal 1998 sono in via Cesare Battisti». Eugenio aveva condiviso il lavoro soprattutto con il fratello Elio, morto lo scorso maggio. Un lutto che, ammette Eugenio, «non ha aiutato, ma non è il motivo per cui chiudiamo. Anzi con Elio avevamo già cominciato a parlarne… perché il cambiamento che c’è stato è evidente. Ormai la gente non è più abituata ad andare nei negozi, tutto si compra online».
L’ultimo Natale
«Abbiamo deciso di lasciar passare il Natale, anche se… guarda: in una giornata come questa dovevamo essere strapieni di gente, invece non entra quasi nessuno». Ieri mattina in effetti il via vai non sembrava quello natalizio e il fatto che fosse piovesse, assicura Eugenio, «non c’entra nulla. Qualche anno fa sarebbero venuti anche se tirava il terremoto».
La competizione impossibile
Basta d’altronde trascorrere un po’ di tempo in negozio per rendersi conto di quanto sia diventato complesso stare sul mercato per un negozio indipendente che vende giocattoli: «Entrano spesso con il cellulare, mostrandomi il prodotto che hanno trovato su Amazon e se ce l’ho mi chiedono perché il mio prezzo sia più alto». Vale anche per i bambini: «Ormai anche loro sono online, guardano YouTube e fanno le richieste più improbabili». Mentre racconta entra una signora: cerca un particolare prodotto Lego e basta poco perché Eugenio capisca l’inghippo: «Signora, mi dispiace, è una edizione speciale, che si trova solo sul loro sito o nei loro negozi». Anche i fornitori ormai si sono adeguati: «Ormai ti fanno concorrenza anche loro».
Senza ritorno
La possibilità di acquistare online in generale ha segnato un cambiamento culturale radicale che ha messo in crisi il commercio al dettaglio, ma secondo Amadori, «il nostro prodotto più che altro è stato distrutto da Amazon», su questo non ha dubbi. «Quello che fa rabbia è che nessuno si chiede quale sia il ritorno di un acquisto fatto lì. Quando io emetto lo scontrino in quel costo ci sono le tasse, quella spesa ti ritorna in sanità, servizi pubblici. Cosa ti ritorna invece da chi paga pochissime tasse e non Italia?».
Il “di più” che non basta
Si sono rivelati vani anche i tentativi di sottolineare la differenza di un acquisto fatto da Eureka: «Noi diamo consigli, se è un gioco che ha bisogno delle pile io te le monto e te le regalo, il pacchetto e la busta sono in omaggio, se c’è un difetto me lo puoi riportare anche senza scontrino. Offriamo un servizio di riparazione giocattoli. Ma la verità è che alla gente tutto questo non interessa».
Pronti a salutare
Di qui la decisione: Eureka, il negozio che è stato un approdo sicuro per tanti adulti, e un angolo di paradiso in terra per generazioni di bambini, cesserà l’attività. «Vogliamo far passare il Natale, probabilmente chiuderemo all’inizio dell’anno nuovo. Intanto ho cominciato ad avvisare i clienti e a scrivere qualcosa su Instagram» e chi ha intercettato quei messaggi ha ricambiato con affetto e vicinanza.

Commenti

  1. Abito in Romagna da un paio d’anni, in posti più “commercializzati” (in pratica tutto il nord Italia) non esistono da almeno 10 anni i negozi di giocattoli. Direi che hanno vissuto per tanto, il mercato è cambiato (l’unica differenza è che Amazon non riesci a regolamentarlo localmente, quindi è vero che è stato Amazon ma solamente perchè è stato “protetto” fino ad adesso)

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